In una recente intervista rilasciata a Newsweek il 21 Dicembre scorso, Jess Bezos, CEO di Amazon, dichiarava di non essere spaventato dal tablet di Apple e che anzi a parer suo la misteriosa (e per ora nemmeno reale) tavoletta della mela avrebbe potuto rivelarsi un compagno perfetto del Kindle. In altre parole non sembrava per niente turbato da essa e non prendeva minimamente in considerazione l’ipotesi che potesse rovinare il suo business. Era falso e cercava in qualche modo di ingannarsi e ingannarci, o aveva dei motivi? Almeno due sembrava averne:

  • Prima di tutto lo scopo principale di Amazon, che sarebbe quello di dare al consumatore la possibilità di leggere i libri acquistati attraverso il loro sito su qualsiasi piattaforma e con qualsiasi strumento, quindi anche con il tablet di Apple. Loro ti offrono il migliore strumento in commercio, ma tu sei libero ti rifiutarlo e scegliere di leggerti tutto Anna Karenina su uno schermo da 3.5 pollici (e questa filosofia è ben rappresentata dal fatto che esiste un’applicazione Kindle, attraverso cui accedere ai libri acquistati, sia per iPhone che per PC).
  • Bezoz crede inoltre che leggere necessiti di un device specifico. Anche io sono piuttosto d’accordo su questo punto e mi sento di sposare le sue parole in merito: “Well, I believe that reading deserves a dedicated device. For people who are readers, reading is important to them. And you don’t want to read for three hours on a backlit LCD screen. It’s great for short form.”

Ora, ricapitolando gli ultimi avvenimenti è ormai certo che Mercoledì Apple presenterà il Tablet. Alcuni dicono che si potrà utilizzare per leggere, leggere libri e riviste. Ovvio che lo si potrà fare, come fa notare Mantellini c’è gente che legge libri anche sull’iPhone (e io mi son sempre chiesto come faccia). Tuttavia il tablet sarà forse più adatto per giornali o riviste che per la lettura di libri veri e propri. Sarà adatto per quei lettori occasionali, che leggono poco e raramente. Ma i veri lettori, ovvero coloro che spendono e investono molto tempo nella lettura, molto probabilmente andranno alla ricerca di un device specifico e questo device potrebbe continuare ad essere il Kindle di Amazon (il quale potrà dunque coesistere assieme al tablet).

Che poi Amazon non sia preoccupata come Jeff vorrebbe far credere, su questo punto ci sarebbe molto da dire. Sembra invece che negli ultimi giorni l’azienda si stia impegnando quanto più possibile per dimostrarsi all’altezza del suo possibile rivale, mostrando non poca ansia e terrore. Sia chiaro, il Kindle non è perfetto. E’ anzi probabile che a breve per far fronte al suo nuovo rivale ne verrà rilasciato un nuovo modello, più adatto a competere con quello che vedremo nelle mani di Steve Jobs. Tuttavia nel frattempo Amazon sta adottando piccoli provvedimenti che potrebbero aiutarla a sopravvivere a questo “attacco”. Come introdurre una promozione assurda e stravagante, che più o meno suona così: “Non ti piace il Kindle che hai acquistato? Noi te lo rimborsiamo senza togliertelo. Infatti, oltre a ridarti i solti te lo lasciamo pure.” O aprire la piattaforma permettendo lo sviluppo e la vendita di applicazioni stile iPhone che gireranno sul dispositivo. Applicazioni come Sudoku o libri interattivi, delle Kindle Apps in altre parole. Ma quello che giustamente si domandano su Techcrunch, è “Basteranno dei software in bianco e nero, dei rompicapo o delle guide interattive, per vincere contro Apple?”