The future would be to create technology that didn’t have planned obsolescence built into its design. Something a bit like this ingenious idea. Imagine applying that level of customisation and upgradability to every bit of technology you owned…? Yet, I feel we’re still missing something important here.
Maybe the sentiment which has led me to keep all my phones is the very sentiment we should also be applying to design. This is the idea behind emotionally durable design: how can technology be designed so we want to keep it long past its death?
Secondo me un buon design è duraturo, invecchia bene. Fintantoché l’iPhone dell’anno scorso diventerà obsoleto nel giro di un anno e apparirà — anche esteticamente — meno appetibile del modello nuovo il suo design non sarà perfetto. Non si può evitare che i componenti interni diventino obsoleti, ma si può fare di più affinché il design duri a lungo (un po’ come i MacBook oggi: esteticamente, variano molto leggermente).
In questo caso il primo iPhone è un esempio da seguire: i graffi sul retro dovuti all’usura non ne disturbavano l’estetica, ma aggiungevano qualcosa di personale e unico a ogni singolo iPhone. Questo discorso vale con l’Apple Watch più che con qualsiasi altro prodotto, dato che viene presentato non come un device ma come un orologio, un accessorio — desiderabile non solo per la tecnologia (sono tuttora convinto che Apple farebbe un grosso errore se scegliesse di aggiornare l’Apple Watch a cadenza annuale).
L’Apple Watch deve aspirare al wabi-sabi:
Wabi identifica oggi la semplicità rustica, la freschezza o il silenzio, e può essere applicata sia a oggetti naturali che artificiali, o anche l’eleganza non ostentata. Può anche riferirsi a stranezze o difetti generatisi nel processo di costruzione, che aggiungono unicità ed eleganza all’oggetto. Sabi è la bellezza o la serenità che accompagna l’avanzare dell’età, quando la vita degli oggetti e la sua impermanenza sono evidenziati dalla patina e dall’usura o da eventuali visibili riparazioni.