Questa mattina Amazon ha svelato il nuovo Kindle, il Kindle 3. Apparentemente, almeno dal lato estetico, non di molto differente rispetto al modello precedente, il nuovo Kindle è in realtà ricco di novità, a partire dal fatto che è più leggero, ha un costo inferiore, offre il doppio dello spazio, la connettività WiFi e schermo e batteria migliori. Ma nonostante ciò all’arrivo è stato deriso da una schiera di scettici, che si sono chiesti come Amazon potesse anche solo sperare di riuscire a vendere un prodotto così vecchio rispetto all’iPad. Vecchio: è così che viene definito il Kindle, forse per il fatto che messo di fronte all’iPad con il suo schermo in bianco e nero fa tanto anni 90, forse perché l’iPad sembra nuovo e multimediale e lui tanto analogico.

Ma la questione che oramai salta sempre fuori quando si parla di Kindle, e di cui forse non ci libreremo mai, è se le persone veramente necessitino e vogliano un ennesimo device dedicato da portare dietro con sé, se le persone siano disposte a spendere altri soldi per un oggetto che assolve una sola funzione che, in qualche modo (ma proprio qua sta il punto: in qualche modo, non nel miglior modo), può svolgere anche l’iPad.

Quel che io penso, e l’ho più volte detto, è che il Kindle e il tanto poco cool e-ink hanno ancora il loro perché. Ve ne sarete accorti, o ve ne accorgerete, quando un giorno tenterete di utilizzare l’iPad alla luce del sole, in spiaggia o in montagna. Quando il “magico” iPad sarà inutilizzabile e il “vecchio” Kindle continuerà ad offrirvi un’esperienza di lettura ottima.

Chi ha meglio di tutti risolto il problema, comunque, è Dave Winer, che ha spiegato una verità molto semplice: chi dice che sull’iPad si legge bene, semplicemente è una persona che non legge. O, se legge, lo fa di rado, occasionalmente.

When I read on tech blogs that Kindle is a goner, I think these people must not read very much. Reading isn’t about tech prowess or the shiniest gadget.

The Kindle is lighter, works in more places, has longer battery life, better connectivity, and has the biggest base of content. Plus they have been very smart about making their content available on every device known to man, including Apple’s.