Several years ago the designers and engineers realized that phones contained so many functions—messaging, maps, apps, links, photos, songs—that people were wasting a lot of time retreating to the home button to bounce between them. This is the ne plus ultra of First World problems, but Apple exists, unapologetically, to eradicate even the tiniest bit of friction between its products and its users. “‘Inevitable’ is the word we use a lot,” says Alan Dye, Apple’s vice president of user interface design. “We want the way you use our products to feel inevitable.”
3D Touch (l’evoluzione del Force Touch?) sui nuovi iPhone 6s è molto meglio di quanto si potesse immaginare. Non è come su Apple Watch solo un modo per raggiungere un paio di pulsanti nascosti, poco usabili, ma funziona soprattutto come Anteprima su Mac: una pressione lieve fornisce l’anteprima di un contenuto (che Apple chiama Peek), permettendo così un multitasking molto efficiente senza venire di continuo spinti da un’app all’altra. Potrebbe segnare finalmente la fine della continua e stancante doppia pressione del bottone home.
3D Touch permette di sbirciare il contenuto di un link senza doverlo aprire in Safari, o di ingrandire una foto senza che questa vada ad occupare tutto lo schermo. Questa pressione leggera, segnalata inoltre all’utente con la Taptic Engine, attraverso una lieve “vibrazione”, funziona anche direttamente sulle icone dell’Home Screen, dove appaiono delle scorciatoie per avviare un’azione (ad esempio, premendo leggermente sull’icona di iMessage si può raggiungere direttamente un contatto preferito).
L’interazione con iOS, immagino, risulti più fluida e meno ricca di pause — prima dovute allo spostarsi da un posto all’altro. Sarebbe, da sola, motivo sufficiente per passare a iPhone 6s.