Il Consiglio europeo sta contrattando con gli operatori telefonici per un pacchetto di riforme che aboliscano il roaming in Europa. Nella trattativa però, a rimetterci, sembra il principio di net neutrality. Le telecom vorrebbero, in cambio dell’abolizione del roaming, quello che viene chiamato zero rating e che già affligge l’offerta dei nostri operatori telefonici. Lo zero rating è quella cosa per cui esistono piani tariffari che includono traffico illimitato per un certo servizio o provider, con cui l’operatore ha stretto un accordo. Immaginatevi questo: che oltre a minuti di chiamate, un numero di sms e un paio di GB di traffico su Internet, un piano includa anche due ore di ascolto di Spotify.

Spiega Luca De Biase:

 La realtà è che il roaming è una tassa incomprensibile dal punto di vista tecnologico. E che la net neutrality è una precondizione per lo sviluppo innovativo. […] Se passasse questa pratica la rete verrebbe balcanizzata non per via giuridica ma attraverso una giungla di offerte commerciali in competizione tra loro (ti dò un mega, 300 sms, due ore di chiamate e Spotify, il mio concorrente di dà un mega, 350 sms e YouTube con un euro in più di me…). Internet dovrebbe essere più facile di così: ma le logiche della protezione commerciale messe in atto dagli operatori la stanno complicando sempre di più. Se non ci chiariamo questa faccenda, quando arriverà l’offerta di Facebook, già proposta in molti paesi in sviluppo – traffico gratis ma vai solo su Facebook e pochi altri siti decisi da Facebook – che cosa diremo in Europa?