Massimo Mantellini ha provato l’iPhone 6 enorme per una settimana. Questa è la sua recensione:
E tuttavia, insinuante, fin dai primi giorni di prove, ogni volta che impugno il nuovo iPhone grande, mi trovo a pensare alla caffettiera del masochista.
Cerco di scacciare l’idea in nome di una nuova abitudine ancora da perfezionare: prendo altro tempo, ma ogni giorno quell’immagine torna a farmi visita. La Caffettiera del Masochista non è solo il titolo della traduzione italiana di un vecchio libro di Donald Norman sull’usabilità ma è anche, soprattutto, il più famoso degli oggetti impossibili inventati da Jaques Carelman.
iPhone 6 Plus è difficile da maneggiare con una sola mano. Non solo per me che ho mani piccole ma per chiunque. Nonostante l’elegante scorciatoia software del doppio tap sul bottone “Home” (Norman credo apprezzerà) che avvicina al nostro pollice opponibile le icone più lontane, l’impugnatura a una sola mano non è per nulla naturale, nemmeno dopo molti giorni di prove. Gli eleganti bordi arrotondati in alluminio e il modesto spessore fanno il resto (della caffettiera), tanto che il Plus necessita quasi in maniera assoluta di una cover che ne migliori la presa. Non casualmente le cover Apple in silicone e pelle sono molto ben fatte e assolvono egregiamente il compito. Senza cover il Plus è un oggetto bellissimo ma scivoloso come una saponetta bagnata da quasi 1000 euro lasciata sul bordo della vasca.