Helsinki ha in piano la creazione di un’applicazione che integri e raccolga tutti i mezzi di trasporto della città, che funzioni da punto di partenza per qualsiasi spostamento (e con la speranza che riduca la necessità di possedere un’auto). “Mobility on demand”. L’idea è che l’utente, una volta selezionato il punto di arrivo, possa scegliere fra diverse opzioni — metropolitana, bus, bici, macchine — e pagare per ciascuna di esse con un metodo di pagamento universale. Pensate a Citymapper, integrato a Uber, integrato a un sistema di noleggio di biciclette, con un sistema di pagamento comune e gestito come bene comune — non da un ente privato.

It’s clear that urban mobility badly needs to be rethought for an age of commuters every bit as networked as the vehicles and infrastructures on which they rely, but who retain expectations of personal mobility entrained by a century of private car ownership. Helsinki’s initiative suggests that at least one city understands how it might do so.

(Sempre a Helsinki lo scorso anno è entrato in funzione Kutsuplus, un bus “privato” senza una rotta prestabilita: diverse persone lo prenotano attraverso l’applicazione, selezionando il punto di partenza e d’arrivo — una via di mezzo fra un taxi e un bus)