pointerIl problema ‘maschile’ della tecnologia

Secondo i dati raccolti da un ingegnere di Pinterest su 133 startup tecnologiche, solo il 12% dei loro dipendenti è donna. Non solo è un numero molto basso, ma il 52% delle donne che riesce ad inserirsi nel settore lo lascia dopo pochi anni, una percentuale di abbandono doppia rispetto agli uomini. Un articolo del New York Times ha provato ad affrontare questo grosso problema, partendo dall’analisi della cultura maschilista che definisce molte di queste startup:

‘Why aren’t there more women in computer science and engineering?’ and there’s all these complicated answers like, ‘School advisers don’t have them take math and physics,’ and it’s probably true,” said Lauren Weinstein, a man who has spent his four-decade career in tech working mostly with other men, and is currently a consultant for Google. “But I think there’s probably a simpler reason,” he said, “which is these guys are just jerks, and women know it.”

L’informatica non è sempre stata dominata dagli uomini. “All’inizio, la parola computer significava donne“, dice Ruth Oldenziel, un professore all’università di Eindhoven, studiosa di storia, genere e tecnologia. Furono sei donne a programmare il computer più famoso della storia — l’Eniac — per l’esercito degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. Il National Center for Women & Information Technology registrava nel 1985 un 37% di laureati donna in un corso di informatica, mentre nel 2012 la stessa percentuale è scesa al 18%:

But as with many professions, Dr. Oldenziel said, once programming gained prestige, women were pushed out. Over the decades, the share of women in computing has continued to decline.

Technology’s Man Problem” è un pezzo da leggere, per riconoscere un problema che va risolto.