“Poi l’annuncio ferale. Per continuare a esistere, la nostra Chiesa aveva abiurato. La nuova generazione 2006 dei portatili Mac era stata costretta ad adottare come proprio cervello i processori del nemico, gli Intel, la fornitrice principale dell’odiata Microsoft. Più pratici, più veloci, più avanzati. Migliori. Fu come se il Papa avesse annunciato l’adozione del Corano, per praticità. Windows, il nemico, presto invaderà anche il nostro convento. Addio Codice Mac, addio leggende di schiavi in rivolta orwelliana contro il Grande Fratello, come cantò il primo spot di lancio, appunto nel fatidico 1984. La guerra è stata vinta, ma dal Grande Fratello. Non sarò più incompatibile. Sarò, purtroppo, normale.” – Ma i seguaci della mela non sono più una setta, di Vittorio Zucconi (*)

Avete ricevuto un Apple per Natale? E magari si tratta – strano a dirsi – del primo oggetto Apple nelle vostre mani? E come vi considerate, adesso? Dei fanboy, degli Apple Geek? Dieci anni fa la distinzione fra utenti PC e utenti Apple era molto marcata, dieci anni fa il mondo era o bianco oppure nero, dieci anni fa c’erano gli utenti del PC e gli utenti Apple e i primi guardavano i secondi come dei fanatici che senza badare a spese accettavano di acquistare un computer costosissimo, incompatibile col resto del mondo, limitato in molte altre aree, poco espandibile, chiuso, privo di giochi.

Ma, come ho scritto, questo accadeva dieci anni fa. Poi nel 2001 c’è stato l’iPod. E l’iPod ha fatto si che gente non Apple, utenti del PC, acquistassero un prodotto Apple e lo usassero. Poi, dopo il 2001, ci sono stati molti iPod, tanti, più di uno nuovo all’anno. Ed è successo che gente di ogni tipo, anche a digiuno di informatica, acquistasse un oggetto Apple.

Sono trascorsi quasi dieci anni dal lancio dell’iPod e durante tutto questo tempo Apple ha presentato l’iPhone, l’iPad e altri devices utilizzati da milioni di persone, non necessariamente utenti Mac, devices di grande successo e diffusione. Devices acquistati da persone di ogni tipo, indipendentemente dal sistema operativo da loro scelto. E’ quanto fa notare l’articolo pubblicato da Mike Elgan su Cult of Mac il quale si è improvvisamente accorto di avere sì un Sony Vaio con Windows 7 ma di averlo accerchiato di oggetti Apple: Apple TV, iPod, iPhone e iPad. La domanda che si è quindi posto è, come lo si riconosce un fanboy Apple oggi?

E’ una cosa che mi sono chiesto anche io. Un tempo quando vedevo una macchina, un motorino, qualsiasi cosa con un adesivo Apple sopra capivo che quella persona era un utente Mac e, facilmente, era anche un fanboy o, per dirla in altro modo, un utente Mac soddisfatto e appagato che parlava del suo Mac ai suoi amici. Oggi quella mela bianca adesiva non significa più nulla: significa troppe cose, troppe cose non più collegate ad un sentimento forte di appartenenza come dieci anni fa. Significa che quella persona ha un iPod, sai che strano, significa che quella persona ha un iPhone, sai che scelta differente, significa magari niente di tutto questo: la mela sta li perché è di moda, non per un motivo ben preciso, non per una scelta.

Come lo si riconosce un Mac Geek oggi, quindi? Dal fatto che oltre ad avere tutti gli oggetti inizianti con una i possiede ed utilizza anche un Mac? Ma anche quello oramai è diffuso ed adottato da molte persone, persone che ne fanno un uso normale senza adorarlo quasi a livello patologico come facevano tutti gli utenti Mac una decina di anni fa. Chi sono i Mac Geek, oggi? Ammetto di soffrire quando sento persone che in realtà sanno poco e niente di Apple professarsi tali solo perché hanno un iPod o sanno installare applicazioni sul loro iPhone. Eravamo una “setta”, si stava bene in pochi. Tutte queste persone che si dicono Apple Fanboy, tutte queste persone che ammirano Steve Jobs senza essersi lette una sua biografia, tutte queste persone che ammirano Apple senza sapere la storia di Apple, usano un Apple per una loro scelta, perché veramente lo credono differente dal resto, o solamente perché gli amici, la stampa, la moda gli ha detto di farlo? Avrebbero pagato – come facevamo noi – tre volte tanto un computer solo perché Apple? Avrebbero accettato di vivere in un mondo a parte, incompatibili con tutti, solo per una mela? Avrebbero preso un Apple o avrebbero dato ascolto al commesso poco lungimirante che ne sconsigliava vivamente l’acquisto? (a proposito, certe volte mi chiedo cosa direbbe oggi il commesso in questione).

La domanda resta, senza una risposta dato che non so darvela. Ma forse la domanda è sbagliata: non dovremmo domandarci come lo si riconosca, oggi, un Mac Geek ma piuttosto se ancora esistano.