
L’anno scorso me l’ero perso. Un impegno mi aveva impedito di parteciparvi. Ricordo che mi era proprio dispiaciuto non esser riuscito ad andarvi: c’era un bel clima, delle belle persone. Era un ritrovo speciale, l’unico ritrovo di questo tipo in Italia. Sarebbe stato il mio quarto MacDay, quello del 2009, se ci fossi andato. Ora scopro, in ritardo, che quello dell’anno passato è stato l’ultimo. Non ci sarà un MacDay del 2010, e forse nemmeno un MacDay dell’anno dopo. E’ un peccato. Era un bell’evento. Un bell’evento che ora non c’è più. Il Magic Apple Club, che l’organizzava, l’ha annunciato con questo comunicato:
Tanti anni sono passati dal primo MacDay e forse è arrivato il momento di chiudere quest’esperienza per vari motivi. Primo fra tutti la mancanza di collaborazione e di supporto che invece negli anni passati abbiamo sempre ricevuto. Secondo lo sviluppo dei social network che hanno contribuito a togliere un po’ del significato alla manifestazione. E infine la svolta consumer di Apple e il conseguente allargamento della base di utenti che ha visto il proliferare di altri appuntamenti/raduni sul genere del MacDay. Proliferare che ha tolto un po’ della tipologia di “evento” al MacDay.Tanti anni sono passati dal primo MacDay e forse è arrivato il momento di chiudere quest’esperienza per vari motivi.Primo fra tutti la mancanza di collaborazione e di supporto che invece negli anni passati abbiamo sempre ricevuto.Secondo lo sviluppo dei social network che hanno contribuito a togliere un po’ del significato alla manifestazione. E infine la svolta consumer di Apple e il conseguente allargamento della base di utenti che ha visto il proliferare di altri appuntamenti/raduni sul genere del MacDay. Proliferare che ha tolto un po’ della tipologia di “evento” al MacDay.
E’ una brutta notizia, ma soprattutto secondo me è un brutto segnale per Apple. Un segnale che va ad aggiungersi alla recente chiusura di Tevac, sito di riferimento storico per la comunità Mac, che ad oggi nell’homepage riporta queste righe:
Riprendere a gestire il sito come prima ha davvero poco senso, dopo più di un decennio a parlare di Mac e dintorni, e dopo esser stati per parecchio tempo uno dei principali punti di riferimento, e in un certo qual modo dei pionieri tra le community Apple italiane, finire a fare un sito fotocopia di news riciclate come tanti se ne leggono in giro offre davvero pochi stimoli.
La comunità da lungo tempo affezionata ad Apple sembra la stia abbandonando. Gli utenti storici, di lunga data, sembrano star perdendo la passione. E la colpa non è di certo loro, ma di Apple, del suo atteggiamento, di quello che sta diventando.
Due settimane fa qualcuno si è giustamente accorto di una cosa che pure io avevo dovuto ammettere a me stesso recentemente, ovvero che questo blog ultimamente sembra essere poco a favore di Apple e andargli molto più facilmente contro.
Purtroppo, nonostante io continui ad ammirare Apple e a ritenere i suoi prodotti un gradino sopra rispetto la concorrenza, un problema effettivamente c’è. Ed il problema è l’accorgersi che quell’azienda che uno riteneva diversa dalle altre invece è esattamente come le altre. Quell’azienda che un tempo sembrava interessarsi tanto degli utenti, ora sembra odiarli i suoi utenti. Quell’azienda che un tempo realizzava spot contro un ipotetico Grande Fratello adesso è diventata il Grande Fratello. E’ accorgersi che Think Different è una cosa che non c’entra più nulla, con Apple.
I problemi e i motivi per cui avercela con Apple sono tanti. Sono in primis il non fidarsi dell’utente e limitarne totalmente la libertà su piattaforme quali iPad ed iPhone. Sono poi trattare l’utente come un idiota e raccontargli la favoletta scema che per la sua sicurezza è meglio che tutto passi dall’App Store, raccontare la storia ancora più demente che tutto è controllato per evitare che i tuoi figli si ritrovino il telefono pieno di applicazioni porno. Come se non fosse chiaro che in realtà l’unica cosa che vuole è ricavare soldi dalle applicazioni. E poi c’è questo fatto, di comportarsi anche da monopolista, decidere che se il flash fa schifo a Steve Jobs allora tutti gli utenti devono farne a meno, decidere che è meglio far tutto da sé ed evitare di stringere accordi o accettare che parti dell’ecosistema siano possedute e gestite da altre aziende. E poi c’è Steve Jobs, che a ogni domanda scomoda sembra rispondere facendo uso dello straw man argument. O decidere che le applicazioni possono essere scritte solo con linguaggio approvato e scelto da Apple.
Fregarsene degli utenti, in sintesi. Fregarsene nel senso di trattarli come siano dati per certi. Abituata a sentire solamente lodi, abituata a blogger che ne parlano solamente bene e a folle entusiaste anche del prodotto più idiota, abituata ad una stampa che sembra essere solo capace di parlar bene di Apple, Apple sembra dimenticare che la sua grande fortuna in questi anni sono stati gli utenti, ovvero quel piccolo mucchietto di persone che persino nei momenti cupi le è rimasta fedele, che ha deciso di supportarla e diffonderne i prodotti spontaneamente. Apple ha goduto di una pubblicità gratuita incredibile e tutto grazie alla passione delle persone. Quelle persone non sono gli utenti attuali di iPod, iPhone, iPad o Mac, ma sono quelle che anche quando un Mac costava tre volte il prezzo attuale sceglievano di acquistarlo, sono quelle che i suoi prodotti li preferivano ai restanti anche in quel periodo in cui ogni commesso di un qualsiasi negozio di informatica ne commentava l’acquisto con “i prodotti Apple, mhmh, incompatibili e costosi…”.
Non ci sono mai stati tanti blog dedicati ad Apple quanti ce ne sono ora. La stampa non ha mai dedicato tanto spazio ad Apple quanto ne dedica ora. Le persone, quelle comuni, non i geek o nerd, non hanno mai acquistato tanti prodotti Apple quanti ne comprano ora. Ma, forse, la passione degli utenti per Apple, e parlo di quella passione che spingeva ad organizzare raduni, cene, eventi, in altre parole MacDay, non è mai stata bassa quanto lo è oggi. E come dargli torto.