L’editore Tim O’Reilly e John Battelle hanno firmato una lettera rivolta ad Apple, una lettera che credo di poter sottoscrivere per quasi la sua totalità. Essenzialmente si tratta di una richiesta, ovvero quella di tornare ad essere la Apple di un tempo, aperta al dialogo, aperta all’esterno, aperta, soprattutto, alle persone. Abbandonare, in altre parole, quella che sembra essere diventata la nuova filosofia aziendale che consiste nell’escludere tutti e tutto, nel fare ogni cosa da soli e comportarsi in maniera antisociale o, per dirla in termini un po’ meni belli ma più veritieri, da monopolista.
Effettivamente gli atteggiamenti adottati da Apple ultimamente risultano, ad uno sguardo non annebbiato dal carisma di Steve Jobs o dall’alone aureo che circonda l’azienda, piuttosto antipatici. Impedire ai dipendenti di utilizzare social network (o di bloggare), abbandonare eventi aperti e sociali come il MacWorld, luogo di ritrovo di Mac Users comuni, a favore di conferenze rivolte solo a pochi eletti attentamente selezionati, voler controllare gli utenti con la scusa di lavorare per la loro sicurezza, eliminare dai propri prodotti il supporto a tecnologie esterne non da essa possedute (vedi caso flash). Sono tutte cose che sicuramente non le rendono gloria.
Insomma, Tim O’Relly chiede ad Apple di cambiare strada e termina invitandola al prossimo “Points of control”, una conferenza, una sorta di dibattito, in cui avrà l’opportunità di confrontarsi di fronte a persone diverse dal solito gruppo di appassionati e devoti che riempie i keynote. Una cosa che non avviene da molto. Potrebbe dunque essere un’ottima occasione per capire veramente qual’è la posizione di Apple in merito a questo tema. Se veramente ha in odio il dover concedere ad altri parte del suo “potere”, se veramente ha intenzione, in futuro, di proseguire con questo atteggiamento.
“Won’t you join us?”, termina la lettera scritta da O’Relly. Speriamo la risposta sia si.