L’iPad è la vincita del Closed Computing: tutto quello che va nel device deve passare dall’iTunes Store, applicazioni, musica, video e, ora, pure i libri. Apple controlla qualsiasi cosa ci mettiate dentro e vi impedisce qualsiasi cosa non gli piaccia. E’ un ecosistema chiuso, e se per l’iPhone è accettabile per un tablet lo è meno.

Il Kindle c’è chi l’ha decreato morto, ma forse si sbaglia. Infatti non è detto debba soccombere: alcuni dei suoi vantaggi sono la durata della batteria (fino a una settimana con WiFi acceso, ben due settimane se spento), la connettività 3G gratuita, lo store con tantissimi titoli (400,000) e lo schermo e-ink.

Il Kindle potrebbe morire perchè costa troppo in confronto all’iPad, ha uno schermo in bianco e nero e non è bello tanto quanto l’iPad.

Però kottke ha ragione: ora il mio Kindle sembra tanto un oggetto degli anni ’80.

Continua a mancare il supporto a flash, non c’è multitasking e neppure la iSight integrata.

Apple ha messo in vendita un dock che fa anche da tastiera esterna ma pare che qualsiasi tastiera bluetooth sarà abbinabile al dispositivo.

Sarà possibile utilizzare il tethering dell’iPhone via bluetooth per navigare in rete?

Almeno inizialmente, l’iBook Store sarà disponibile solo negli Stati Uniti. Per quanto concerne la sua disponibiltà nei restanti paesi, Apple non ha ancora fatto sapere nulla.

Se ogni applicazione per iPhone è disponibile anche per iPad, Amazon dovrebbe mettersi sotto e lavorare per migliorare la Kindle App e renderla ottimale per un utilizzo dall’iPad. Così se l’iBook Store non piace c’è sempre l’Amazon Store come seconda scelta.

Stranamente Apple ha deciso di utilizzare il formato ePub per gli ebook, ovvero un formato libero e pubblico. Al contrario, Amazon per il Kindle Store utilizza un formato proprietario.

Apple ha iniziato a produrre chip: l’iPad non ha né un Intel né un Nvidia CPU, bensì un chip fatto in casa da 1GHz chiamato Apple A4 (dice averlo realizzato in modo che permetta alte prestazioni con un basso consumo).

Però il finder Apple poteva anche mettercelo, per gestire file e cartelle sull’iPad. In movimento, poteva tornare molto utile. Così come sarebbe tornato multo utile uno slot SD, per scaricare le foto dalla macchina fotografica dentro l’applicazione iPhoto.

C’è spazio per un’altro device fra quelli già esistenti? Steve Jobs dice di si, ma io sono scettico. Forse se avete un fisso e un iPhone l’iPad può tornare molto utile, ma se avete un portatile e un iPhone è difficile giustificarne l’acquisto.

Ive (nel video di presentazione) dice che navigare in rete con l’iPad è un’esperienza unica, che è fantastico tenere Internet fra le mani. Ne siamo sicuri? Siamo sicuri che sia così comodo spostarci fra le pagine web con le dita (quando la maggior parte di queste sono state studiate per una navigazione col mouse)? Siamo sicuri che potremo fare a meno della tastiera (in Google Reader e molti altri siti è indispensabile averla sempre pronta e disponibile)?

(l’immagine è di downloadsquash)