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Nell’ultimo episodio di “The Big Bang Theory”, puntata numero 14, una parte significativa è dedicata all’iPhone 4S che Raj acquista, tratta in maniera reverenziale e con il quale, a un certo punto, conversa scoprendo e innamorandosi di Siri, una “donna” alla quale finalmente riesce a comunicare senza problemi.

(via melamorsicata)

Samsung continua a sfornare spot che pigliano crudelmente in giro le persone che si dispongono ordinatamente e pazientemente in fila fuori da un Apple Store col fine di acquistare, per prime, l’ultimo device Apple.

In “Urban Camping” dei giovani si accampano nei pressi di un Apple Store per partecipare a quello che loro definiscono “il Woodstock della nostra generazione”, in “Type Wth Your Voice“[1. Samsung nello spot finge che Siri non esista, ma vabbè.] un disperato blogger va alla ricerca di guanti senza dita, congelate a causa della neve. “Non riesco nemmeno a bloggare”, esclama disperato.

In un video di 28 secondi. Per dati, grafici e un’analisi più approfondita, c’è l’articolo di Asymco.

“Vogliono che noi ci limitiamo a consumare; non a produrre, solamente a consumare. E dobbiamo fermare questa cosa.”

La migliore spiegazione, la più chiara, su cosa provochino le due proposte di legge degli USA su Internet, SOPA e PIPA, in discussione alla Camera dei Rappresentanti e Senato l’ha data Clay Shirky in un TED Talk da questo pomeriggio disponibile in rete.

Se avete dei dubbi a riguardo, è il video che dovete vedere.

Un video di 10 minuti, un TED Talk, con Eli Pariser, autore di “The Filter Bubble“. Il libro, come il breve intervento audiovisivo, inizia con una citazione di Zuckerberg:

Uno scoiattolo morente nel tuo giardino potrebbe essere più vicino ai tuoi interessi, in questo momento, di quanto lo sia la gente che muore in Africa. — Mark Zuckerberg

Compito del giornalismo è ricordarci che i nostri interessi sono secondari e meno rilevanti di altri eventi e notizie più importanti e necessarie che dobbiamo ricevere e conoscere, nonostante siano meno divertenti e personali della vita privata e dei pensieri di un nostro amico.

Internet ci sta abituando ad ottenere sempre quello che vogliamo vedere, a discapito di quello che dobbiamo vedere. Le notizie che non ci interessano vengono lasciate fuori, quelle che si rifanno ad ideologie contrarie alla nostra escluse dalla “bolla protettiva” in cui la rete ci ha rinchiuso — rinchiuso, il più delle volte, senza che ce ne siamo resi conto, senza esserne coscienti. Vediamo solo quello che ci interessa e che è affine ai nostri gusti.

La lettura del libro è consigliata; la visione del video, direi quasi, obbligata.

Via | Luca De Biase

In questa registrazione del 1980 resa disponibile dal Computer History Museum, Steve Jobs discute di problemi e idee che poi finiranno, negli anni, col costituire una parte essenziale di Apple.

(Molti avranno sicuramente già visto quel video in cui Steve dichiara che i computer sono, per lui, come “biciclette per la mente”; in questo filmato è presente un abbozzo di quel pensiero, al quinto minuto circa.)

Un bel documentario su Steve Jobs della BBC (della durata di circa un’ora) con all’interno interviste a Woz, Stephen Fry, Tim Berners-Lee e John Sculley. Sbrigatevi a guardarlo, perché è facile che venga rimosso presto da YouTube. (*)

Odio dover cliccare due volte il bottone home dell’iPhone per attivare il carrello multitasking. Un’alternativa, migliore, sarebbe quella di poterlo aprire con uno swipe contrario rispetto a quello con cui si avvia il centro notifiche. Sull’iPad si può fare, ma servono quattro dita.

Quel di cui parlo lo mostra in funzione questo video/concept. Sarebbe fantastico, se Apple aggiungesse questa gesture nella prossima versione di iOS.

Via | Shawn Blanc

Avvia la mia auto

The Verge mostra i video di una persona che avvia la propria macchina con Siri dicendo “start my car” e di un’altra che controlla la TV alla stessa maniera, vocalmente. Alcune delle cose che potremmo fare se – ma direi sia più una questione di quando – Apple rilascerà delle API pubbliche di Siri permettendo […]

Ma in generale a tutti coloro che sento l’esigenza di parlare al cellulare a pranzo. Epica scena di Curb Your Enthusiasm (tradotto: frena il tuo entusiasmo), serie televisiva statunitense con Larry David.

Povera Siri, che messa nel mezzo di una disputa fra marito e moglie tenta di salvare la situazione, fallendo. Un video di College Humor.

Qual è quella cosa che tutti detestiamo della televisione e di cui vorremmo sbarazzarci? Il telecomando. Troppo facile da perdere, non si sa mai dov’è e non è mai a portata di mano quando serve. Vi immaginate una Apple TV dotata di Siri che vi consenta di fare a meno dell’odiato oggetto? ‘Fammi sentire il notiziario’ oppure, ‘TV, accenditi’. Comodo, no?

A 30 Rock l’hanno realizzata. Ma per ora, ha qualche difetto.

La nuova pubblicità di Siri è bellissima. Apprezzo molto questi nuovi spot Apple, esattamente come apprezzavo quelli dell’iPad 2. Sono un po’ simili, secondo me, nello stile e nel modo di pubblicizzare il prodotto.

Anche il nuovo spot Microsoft del Kinect, è abbastanza analogo a quelli sopra menzionati. La differenza fondamentale, però, è che mentre il primo pubblicizza qualcosa che attualmente esiste, il secondo è, per ora, solo una promessa per il futuro.

Una promessa, non c’è che dire, molto affascinante: speriamo non la deludano

Io non credo che fra i lettori di Mac Blog ci sia qualcuno tuttora indeciso se acquistare o no la biografia di Steve Jobs. E credo, anzi, che molti l’abbiano già preordinata nei giorni scorsi.

Però, nel caso: agli indecisi, ma anche agli altri, dato che è molto interessante, suggerisco la visione dell’ultima puntata di 60 Minutes – un programma della rete televisiva americana CBS – in cui era presente l’autore della biografia, Walter Isaacson. Puntata dunque interamente dedicata a Steve Jobs, che si ascolta molto volentieri ed è arricchita con brevi registrazioni audio di Steve che racconta se stesso, registrate da Walter Isaacson durante i diversi incontri che ebbe con lui per poter scrivere il libro.

A visione terminata, se già non l’avete fatto, acquistate il libro che non avete più scuse (non che prima ne aveste):

Io, nonostante da tempo sia passato agli ebook e fra la versione digitale e quella tradizionale negli ultimi mesi abbia sempre optato per la prima, ho preferito, in questo caso, la versione cartacea.

***

A margine: molti blog stanno riportando pezzetti, citazioni, frasi e aneddoti presenti all’interno della biografia. Questo blog adotta la linea di John Gruber: niente spoiler. Leggetela con calma, e per intero, quindi. Ma leggetela.

Un video filmato interamente con un iPhone 4S: dà una buona idea della qualità che raggiunge la nuova fotocamera. Non male per un telefono, eh? (*)

Un video che alcuni colleghi di Steve Jobs misero assieme nel 1985, per festeggiare il suo 30esimo compleanno. Immagini rare, con “My Back Pages” di Bob Dylan a fare da colonna sonora.

UPDATE: A causa di problemi legati al copyright, ora il video è muto (il consiglio: fate partire voi la musica)

Think Different, letta da Steve Jobs. Non è mai andata in onda. Alla fine scelsero la voce di Richard Dreyfuss, nonostante così fosse perfetta.

About the only thing you can’t do is ignore them. Because they change things. They push the human race forward. And while some may see them as the crazy ones, we see genius. Because the people who are crazy enough to think they can change the world, are the ones who do.

Per chi non avesse voglia di vedersi il keynote di ieri per intero Cult of Mac l’ha riassunto in un video di 90 secondi. Quelli che invece sono dei Mac Geek seri possono gustarsi il video integrale della durata di 96 minuti.

Scopro solo oggi che è in corso la realizzazione di un film su Alan Turing. E’ una figura importante ed interessante, fondamentale per l’informatica. Se non conoscete la sua storia vale la pena colmare questo vuoto. Io per farlo lessi anni fa “L’uomo che sapeva troppo“, di David Leavitt.

Alan Turing is one of the most important scientists who ever lived. He set in motion the digital revolution and his World War II code breaking helped save two million lives. Yet few people alive today have ever heard his name or know his story. A documentary film is being developed to change this. 100 years after his birth, an international production team is set to take viewers on a journey to rediscover the man and the mystery.