Il Regno Unito conserverà la cronologia di navigazione dei suoi cittadini per 12 mesi

Che bello, finalmente siamo tutti un po’ più al sicuro (a parte quei pochi stronzi che hanno cose da nasconderci). Esplodono cose ad ogni passo di questi giorni ed è dunque giusto, in maniera angosciata, affidarsi a uomini maschi forti e passare leggi che privano pian piano i cittadini della loro libertà, senza al contempo avere alcun effetto sulla sicurezza nazionale.

The Guardian:

The new surveillance law requires web and phone companies to store everyone’s web browsing histories for 12 months and give the police, security services and official agencies unprecedented access to the data.

It also provides the security services and police with new powers to hack into computers and phones and to collect communications data in bulk. The law requires judges to sign off police requests to view journalists’ call and web records, but the measure has been described as “a death sentence for investigative journalism” in the UK.

Andrebbe a finire in Wallet (ex Passbook), riporta 9to5mac:

It looks like drivers in the UK could soon be able to store their driver’s license within Apple’s Wallet app on iPhones as CEO of the country’s Driver Vehicle Licensing Agency (DVLA) today shared the image of the work in progress feature above.

Nel momento in cui avrò anche un documento d’identità sempre a portata di mano, nell’iPhone, potrei davvero fare a meno del portafogli.

The Verge dice che Apple Pay si trova nella stessa situazione di Siri: nel momento in cui si prova ad usarlo non funziona mai: non è supportato dai commercianti e non è affidabile — così che, dopo un po’ di insuccessi, si finisce col farne a meno per evitare imbarazzi.

Dissento fortemente. La maggior parte delle mie transazioni avviene oggi via Apple Pay. Forse il Regno Unito si trova in una situazione particolarmente avanzata per quanto riguarda i pagamenti contactless, ma Apple Pay mi accompagna sul bus e sulla metropolitana, da Starbucks e altre catene, supermercati e, con sempre meno intoppi, pure nei negozi piccoli e indipendenti. I posti in cui non mi è possibile pagare con Apple Pay si riducono sempre più: oramai ricorro alla carta solo quando la cifra è superiore al limite imposto ai pagamenti contactless. (La situazione è diversa Paese per Paese, e trovarsi in una grande città sicuramente aiuta.)

Nel mio utilizzo, ritengo che Apple Pay e Wallet siano stati un successo. Solo nell’ultimo mese ho usato quest’ultimo per salire su un aereo, per entrare a un concerto, per le varie tessere di affiliazione/raccolta punti e per accedere a un hotel. Wallet mi ha finalmente permesso di fare a meno di una stampante (fino a poco fa, ancora mi serviva un cinque/sei volte l’anno per stampare biglietti/prenotazioni), ed Apple Pay quasi sempre di fare a meno del contante.

Se mai è l’Apple Watch ad avere un problema Siri. Non perché non funzioni ma perché suscita sempre interesse e ilarità — simpatico, all’inizio, divertente, ma è anche una rottura che ogni volta mi si faccia notare quanto sia strano che stia pagando con l’orologio.