Un reporter della BBC ha deciso di testare l’efficienza dell’infrastruttura di sorveglianza del governo cinese — dopo essersi fatto registrare nel database (che contiene tutti i cittadini), è andato a spasso per Guiyang lasciando che la polizia prima o poi lo identificasse tramite le telecamere sparse per la città. In Cina ci sono 170 milioni di CCTV; il governo ha intenzione di installarne altre 400 milioni nel corso dei prossimi tre anni.

Ci sono voluti meno di sette minuti, per trovarlo.

Un’applicazione può — ottenendo accesso alla libreria fotografica di un iPhone — indirettamente, analizzando la geolocalizzazione delle foto, venire a conoscenza degli spostamenti di un utente negli ultimi anni.

Lo ha mostrato Felix Krause con una semplicissima applicazione:

Does your iOS app have access to the user’s image library? Do you want to know your user’s movements over the last several years, including what cities they’ve visited, which iPhones they’ve owned and how they travel? Do you want all of that data in less a second? Then this project is for you!

Qualsiasi cittadino europeo può richiedere un resoconto dei dati che un servizio ha raccolto sul suo conto. Judith Duportail, del Guardian, l’ha fatto con Tinder:

Some 800 pages came back containing information such as my Facebook “likes”, my photos from Instagram (even after I deleted the associated account), my education, the age-rank of men I was interested in, how many times I connected, when and where every online conversation with every single one of my matches happened … the list goes on.

Maciej Ceglowski, su Hacker News, si preoccupa di una conseguenza che Face ID potrebbe avere sulla privacy: di come possa venire normalizzata l’idea che un telefono scansioni il nostro volto ogni secondo durante l’uso.

Esattamente come nessuno di noi si pone più il problema di un telefono che in ogni istante sa dove ci troviamo, forse un giorno non ci preoccuperà più un telefono che costantemente ci osserva. Apple è molto attenta alla privacy dei suoi utenti, ma altre aziende — il cui modello di business è basato sulla pubblicità — potrebbero essere spinte a sfruttare il sensore per avere un resoconto ancora più dettagliato delle nostre reazioni e comportamenti:

When you combine this with business models that rely not just on advertising, but on promises to investors around novelty in advertising, and machine learning that has proven extremely effective at provoking user engagement, what you end up with is a mobile sensor that can read second-by-second facial expressions and adjust what is being shown in real time with great sophistication. All that’s required is for a company to close the loop between facial sensor and server.

Roomba, il robottino che pulisce la casa, oltre a raccogliere polvere raccoglie anche un bel po’ di dati interessanti sulla casa stessa — mappandola e facendosi un’idea di come sia organizzata grazie ai sensori laser che gli permettono di evitare gli ostacoli.

L’azienda che lo produce si è accorta che mentre la polvere non è redditizia, questi dati potrebbero tornare molto utili nello sviluppo di dispositivi ‘smart’ per la casa — e sta pensando di venderli a terzi:

That data is of the spatial variety: the dimensions of a room as well as distances between sofas, tables, lamps and other home furnishings. To a tech industry eager to push “smart” homes controlled by a variety of Internet-enabled devices, that space is the next frontier. […]

With regularly updated maps, Hoffman said, sound systems could match home acoustics, air conditioners could schedule airflow by room and smart lighting could adjust according to the position of windows and time of day.

Shanghai ha lanciato un’app inquietante che assegna automaticamente un voto di comportamento ai cittadini, calcolato in base ai dati che ha aggregato, raccolti dal governo:

Here’s how the app works: You sign up using your national ID number. The app uses facial recognition software to locate troves of your personal data collected by the government, and 24 hours later, you’re given one of three “public credit” scores — very good, good, or bad.

Shao says Honest Shanghai draws on up to 3,000 items of information collected from nearly 100 government entities to determine an individual’s public credit score.

Una cosa simile è pericolosa, soprattutto se gli algoritmi che prendono queste decisioni restano opachi al cittadino.

Wikileaks ha rilasciato più di 8.000 documenti provenienti dalla CIA che descrivono la capacità dell’agenzia di accedere e prendere il controllo di microfoni e telecamere di smartphone, smart TV, computer, etc. senza che i loro utenti se ne accorgano.

Scrive il Washington Post:

In the case of a tool called “Weeping Angel” for attacking Samsung SmartTVs, Wikileaks wrote, “After infestation, Weeping Angel places the target TV in a ‘Fake-Off’ mode, so that the owner falsely believes the TV is off when it is on, In ‘Fake-Off’ mode the TV operates as a bug, recording conversations in the room and sending them over the Internet to a covert CIA server.”

Siccome questi malware riguardano il sistema operativo/device e non l’applicazione in uso dall’utente, tramite essi la CIA è riuscita praticamente a bypassare la sicurezza di Signal, WhatsApp, Weibo e Telegram.

Il tipo di attacco è differente in natura dai precedenti rivelati da Snowden: mentre quelli erano di mass surveillance — non relativi a una persona o a un device specifico —, quest’ultimi si focalizzano su device mirati.

In un certo triste modo, seppur in minima parte, il leak potrebbe anche non essere del tutto una notizia negativa: dimostra che il crittaggio end-to-end funziona, e che sta spingendo la CIA ad attacchi più mirati, verso persone specifiche, invece che a collezionare indiscriminatamente i dati dei cittadini.

Signal, applicazione per inviare messaggi ed effettuare chiamate criptate, sta venendo bloccata in Egitto e negli Emirati Arabi.

Il team dell’app ha trovato una via per aggirare il blocco, e far sì che i messaggi vengano inviati e ricevuti lo stesso:

Signal’s new anti-censorship feature uses a trick called “domain fronting,” Marlinspike explains. A country like Egypt, with only a few small internet service providers tightly controlled by the government, can block any direct request to a service on its blacklist. But clever services can circumvent that censorship by hiding their traffic inside of encrypted connections to a major internet service, like the content delivery networks (CDNs) that host content closer to users to speed up their online experience — or in Signal’s case, Google’s App Engine platform, designed to host apps on Google’s servers.

“Now when people in Egypt or the United Arab Emirates send a Signal message, it’ll look identical to something like a Google search,” Marlinspike says. “The idea is that using Signal will look like using Google; if you want to block Signal you’ll have to block Google.”

The trick works because Google’s App Engine allows developers to redirect traffic from Google.com to their own domain. Google’s use of TLS encryption means that contents of the traffic, including that redirect request, are hidden, and the internet service provider can see only that someone has connected to Google.com. That essentially turns Google into a proxy for Signal, bouncing its traffic and fooling the censors.

(Via Bruce Schneier)

La Electronic Frontier Foundation ha comprato una pagina su Wired per invitare le aziende tecnologiche a prepararsi a Trump

Se volete farvi un regalo geek per Natale, sottoscrivete una donazione mensile alla EFF. Io l’ho fatto giusto un anno fa, di $10 mensili: vi spediscono pure una bellissima maglietta, per ringraziarvi.

(via Boing Boing)

Il Regno Unito conserverà la cronologia di navigazione dei suoi cittadini per 12 mesi

Che bello, finalmente siamo tutti un po’ più al sicuro (a parte quei pochi stronzi che hanno cose da nasconderci). Esplodono cose ad ogni passo di questi giorni ed è dunque giusto, in maniera angosciata, affidarsi a uomini maschi forti e passare leggi che privano pian piano i cittadini della loro libertà, senza al contempo avere alcun effetto sulla sicurezza nazionale.

The Guardian:

The new surveillance law requires web and phone companies to store everyone’s web browsing histories for 12 months and give the police, security services and official agencies unprecedented access to the data.

It also provides the security services and police with new powers to hack into computers and phones and to collect communications data in bulk. The law requires judges to sign off police requests to view journalists’ call and web records, but the measure has been described as “a death sentence for investigative journalism” in the UK.

Electronic Frontier Foundation:

If Mr. Trump carries out these plans, they will likely be accompanied by unprecedented demands on tech companies to hand over private data on people who use their services. This includes the conversations, thoughts, experiences, locations, photos, and more that people have entrusted platforms and service providers with. Any of these might be turned against users under a hostile administration.

Dal permettere accesso anonimo a un sito (senza costringere durante la registrazione a utilizzare nome e cognome), al cancellare i dati raccolti in background durante la navigazione, se proprio debbono essere raccolti in primo luogo.

Suggerimenti simili li aveva dati Maciej Cegłowski, durante uno dei suoi talk.

The Intercept ha messo assieme una lista di piccoli passi che potete compiere per mettere i vostri dati un po’ più al sicuro — visti i risultati attuali e ciò che ci attende.

Se volete una guida più completa, quella messa assieme dalla Electronic Frontier Foundation fa al caso vostro.

Maciej Ceglowski sul perché il settore tecnologico dovrebbe smetterla di collezionare quanti più dati possibili sui suoi utenti — evitando così che, per paura e terrore, in un futuro un governo possa richiedere di farne pessimo uso.

We tend to imagine dystopian scenarios as one where a repressive government uses technology against its people. But what scares me in these scenarios is that each one would have broad social support, possibly majority support. Democratic societies sometimes adopt terrible policies.

When we talk about the moral economy of tech, we must confront the fact that we have created a powerful tool of social control. Those who run the surveillance apparatus understand its capabilities in a way the average citizen does not. My greatest fear is seeing the full might of the surveillance apparatus unleashed against a despised minority, in a democratic country. […]

We have to stop treating computer technology as something unprecedented in human history. Not every year is Year Zero. This is not the first time an enthusiastic group of nerds has decided to treat the rest of the world as a science experiment. Earlier attempts to create a rationalist Utopia failed for interesting reasons, and since we bought those lessons at a great price, it would be a shame not to learn them.

There is also prior art in attempts at achieving immortality, limitless wealth, and Galactic domination. We even know what happens if you try to keep dossiers on an entire country.

Il documentario, andato in onda su HBO, di Vice con Edward Snowden.

Il nuovo video di Kurzgesagt ci ricorda le conseguenze sulla nostra privacy, sulla libertà individuale, e sui nostri diritti quando in preda al panico e alla paura ci affidiamo alla sorveglianza di massa per far fronte al terrorismo, con grande insuccesso.