Il New York Magazine racconta la strana vita di Snowden come robot. Seppur per Snowden non sia tuttora possibile mettere piede negli negli Stati Uniti (a meno di non voler finire subito arrestato), ha trovato il modo di partecipare a conferenze — o addirittura di essere presente all’inaugurazione di una mostra sullo spionaggio al Whitney di New York — tramite BeamPro, un monitor che sta in cima a due gambe metalliche, rigide, telecomandato a distanza da Snowden stesso.

Con BeamPro Snowden può — senza spostarsi da Mosca — aggirarsi per i corridoi di un museo, vedere chi gli sta attorno e comunicare con queste persone un po’ come se si trovasse per davvero davanti a loro:

The idea that Snowden is still walking the American streets, virtually or otherwise, is infuriating to his former employers in the U.S.-intelligence community.

Snowden’s case is a study in the boundless freedoms the internet enables. It has allowed him to become a champion of civil liberties and an adviser to the tech community — which has lately become radicalized against surveillance — and, in the process, the world’s most famous privacy advocate. After he appeared on Twitter last September — his first message was “Can you hear me now?” — he quickly amassed some two million followers.

Il documentario, andato in onda su HBO, di Vice con Edward Snowden.