Un filmato pubblicitario realizzato nel 1972 da Charles e Ray Eames su commissione di Polaroid, per promuovere e spiegare il funzionamento della nuova SX-70 (via 37signals).

Polaroid Two

Continua il tentativo di Polaroid di non scomparire ma di creare dei prodotti che gli permettano di vivere anche nell’era del digitale, era in cui le sue vecchie macchine analogiche riescono a trovare una collocazione solo presso gli utenti affezionati (tengo a sottolineare che il sottoscritto possiede e utilizza numero tre Polaroid).

Dopo aver infatti introdotto Polaroid PoGo, una stampante microscopica che permette la stampa in movimento delle fotografie scattate con la propria macchina fotografia, l’azienda ha deciso di percorrere lo stesso filone e sempre appoggiandosi alla tecnologia Zink (sinonimo di Zero Ink – un nuovo modo per stampare e ottenere immagini digitali a colori senza bisogno di cartucce o nastri di inchiostro) ha rilasciato Polaroid Two, un ibrido fra la Polaroid PoGo e una comune macchina digitale compatta.

La scheda tecnica del prodotto è visibile su Polaroid.com. Personalmente ritengo sia molto meglio la vecchia PoGo, interfacciabile con ogni dispositivo dotato di Bluetooth (sia esso una macchina fotografica, computer o cellulare), piuttosto che la nuova Polaroid Two, la cui stampa è limitata ad essa.

Poladroid: un sostituito perfetto della Polaroid

Se avete una passione per le foto stile Polaroid vi si presentano due possibilità: o acquistare una macchina Polaroid o ottenere questo effetto con il vostro computer dalle foto scattate con la comune digitale. Nel caso in cui decidiate di scegliere la seconda opzione vi invito a provare Poladroid, un nuovo software per Mac (per ora, ma in futuro anche per PC) ben studiato che in maniera anche divertente vi permetterà di ottenere quanto spiegato sopra.

Il suo funzionamento è molto semplice: una volta avviato vi apparirà sul desktop una Polaroid ultimo modello, sopra la quale dovrete andare a trascinare la fotografia che intendete trasformare. Subito dopo averla trascinata la fotografia verrà espulsa dalla macchina e inizierà a svilupparsi, operazione che richiederà poco meno di un minuto e che avverrà imitando il processo delle vere macchine Polaroid. Alla fine dello “sviluppo” otterrete una fotografia, ad alta risoluzione, che imiterà in maniera quasi perfetta le fotografie ottenute con l’originale.

Un software fantastico. Gratuito, pure. Da provare assolutamente.

(io l’ho testato oggi su alcune fotografie)

[Via Terra di conquista]