‘Designed by Apple in California’: il libro di Apple dedicato al design

Inaspettatamente, Apple ha annunciato che da domani venderà un libro (solo in certi Apple Store, fra i quali: Londra, Parigi, Berlino e Tokyo), ‘Designed by Apple in California’; una retrospettiva che racconta gli ultimi vent’anni dell’azienda, attraverso 450 immagini dei suoi prodotti.

Ahimè, costa caro: $200 per la versione mini, $300 per il modello Pro.

Il nuovo Apple Store di Regent Street

Regent's Street new Apple Store

Ha riaperto questo sabato; completamente ridisegnato seguendo lo stile già adottato in quello di San Francisco.

(via dezeen)

Come potrebbe essere il pannello OLED dei prossimi MacBook Pro

Stando ai rumors, i prossimi MacBook Pro avranno un pannello OLED (e touch) in cima alla tastiera, dove al momento ci sono i tasti funzione — F1, F2, etc. Il pannello cambierebbe contenuto in base all’applicazione aperta — o alle impostazioni dell’utente — comportandosi un po’ come la barra del menù di Mac OS.

Martin Hajek ha provato a immaginare come questa barra potrebbe funzionare, realizzando dei design basati su quello che sappiamo.

Le novità annunciate al WWDC relative alla gestione delle foto su iOS sono apprezzabili ma, come scrive The Next Web, non risolvono il problema che molti di noi hanno nella gestione della nostra libreria fotografica. Apple ancora la tratta come una collezione di momenti memorabili, unici, speciali e belli da rivivere, ma la realtà è che per molti di noi questi (rari) momenti sono sommersi dall’uso quotidiano che facciamo della fotocamera: per prendere un appunto, per ricordarci di un oggetto che abbiamo visto in un negozio, per salvare uno scontrino, etc.

Usiamo la fotocamera non solo per catturare un episodio da ricordare ma anche per catturare informazioni — perché se è vero che ci sono app specifiche che ci aiutano a farlo, la fotocamera è il modo più immediato di appuntarsi qualcosa.

Come suggerisce The Next Web, sarebbe bello se Apple ci aiutasse a organizzare questa collezione disordinata di appunti che si mischia assieme alle foto — categorizzandoli (così come offre il riconoscimento facciale, perché non offrire un riconoscimento delle ricevute, dei biglietti da visita, di fogli e post-it, etc.) o aiutandoci a cancellarli dopo un certo tempo:

I’d like it if Apple would add some actual intelligence to how it handles photos. All optional, of course. As soon as you take a photo the camera could detect what kind of photo it is and label it as ‘Receipts’, ‘Notes’ or ‘Expire after 7 days’. This could be a pop-up that would float there over the photo you just took. With one finger you can confirm or change a label, or just ignore it when it is right.

Un poster del Macintosh

Dorothy, un sito web, ha messo in vendita un poster del Mac, con le varie componenti umanizzate.

Ce l’ho nel carrello — è troppo bello.

I bellissimi computer di 50 anni fa

Docubyte ha fotografato computer come l’IBM 1401 e il Pilot ACE a cui lavorò anche Alan Turing — computer enormi di più di 50 anni fa insomma.

Pur non avendo il design di un iPhone o di uno dei Macbook odierni, c’è qualcosa di bellissimo in queste macchine.

La bandiera fuori dal Campus

La bandiera fuori dal campus di Apple oggi — oggi che celebra 40 anni d’esistenza (via @twfarley).

Il prossimo campus di Apple

Il nuovo campus di Apple

Apple ha condiviso con Mashable delle foto della navicella.

Come sarebbe stato l’App Store negli anni 80

Bellissimo, e funziona pure.

Tim Cook e la moka

L’iPhone, spiegato facile

Nei giorni scorsi è uscito Thing Explainer, il nuovo libro di Randall Munroe (lo stesso dietro a xkcd) dedicato a spiegare le cose complesse in termini semplici, adoperando solamente i 1.000 vocaboli più comuni della lingua inglese.

Fra le cose spiegate, c’è l’iPhone (hand computer, lo chiama il libro).

Isolamento

Sei anni dopo, e 45 “continua” dopo

Appena acceso un nuovo iPhone, ci sono un paio di cosette da impostare e decisioni da prendere. Ai tempi dell’iPhone 3GS, sei anni fa, le schermate di onboarding erano sei: una volta completati questi sei passaggi l’utente era pronto ad utilizzare l’iPhone.

Oggi, come fa notare questa immagine di Luke Wroblewski, i passaggi prima di poter usare il dispositivo sono diventati 45.

L’immagine è di Anil Dash, mostra il nuovo Magic Mouse 2 in fase di ricarica. Okay, è vero che il Magic Mouse 2 impiega pochi minuti per raggiungere la carica completa, ma è comunque una scelta strana che lo rende inutilizzabile.

Come utilizziamo i nostri “telefoni”

Un grafico dall’ultimo State of the Net di Akamai mostra quanto è aumentato negli ultimi anni il traffico dati su rete mobile (via Quartz).