journalism

Native Advertising indica pezzi di giornalismo che sembrano normali, e si presentano come tali, ma in realtà sono pubblicità: sponsorizzati e pagati da aziende. BuzzFeed è forse il sito che ne fa più uso, ma anche testate più tradizionali hanno iniziato a sperimentarlo: l’Atlantic pubblicò un articolo sponsorizzato da Scientology, mentre recentemente il New York Times ha pubblicato un’inchiesta pagata da Netflix, volta a pubblicizzare Orange Is the New Black.

John Oliver ha due parole da dire, non in positivo, riguardo questo nuovo modello di business.

Come offrire un’esperienza di lettura ottimale

Alcuni consigli che editori di quotidiani, magazine e blog dovrebbero seguire nel presentare i loro contenuti online: Imitating books, newspapers, and magazines worked well because most of us are used to reading them for decades. This isn’t the case anymore. Both the medium and the reader have evolved. We no longer need these classic metaphors because […]

Il nuovo “Snow Fall” del Guardian

Il Guardian ha pubblicato un pezzo di interactive storytelling sulla prima guerra mondiale. Il “documentario” è stato tradotto in sei lingue, e rappresenta un buon esempio di quello che può essere e diventare il giornalismo in rete — sfruttando gli strumenti offerti dalla rete per narrare una storia. Francesca Panetta, responsabile del progetto: I often get asked where all […]

Cosa dice il documento sull’innovazione del New York Times

La scorsa settimana è uscito il NYT Innovation Report, un documento di 96 pagine interno al New York Times in cui si provano ad analizzare, spiegare e valutare le strategie che il quotidiano sta adottato per adattarsi (sopravvivere?) a internet. Ne sono uscite alcune cose risapute — ma confermate con dati — e altre riflessioni interessanti. […]

Abbiamo smesso di leggere

Se non altro nella maniera in cui leggevamo un tempo: il modo di consumare le informazioni in rete, e di muoversi all’interno di essa, ha influenzato il nostro stile di lettura, e secondo alcuni neuroscienziati, come Maryanne Wolf, oggi al deep reading — le lettura immersiva — preferiamo lo skim reading: ovvero scandagliamo il testo alla […]

Leggere per avere letto

Nelle ultime settimane ha suscitato grande interesse una tecnologia, Spritz, che permette di leggere un romanzo in 90 minuti. Le parole si alternano rapidamente davanti ai nostri occhi, in sequenza una dopo l’altra, velocizzando il processo di lettura di un testo. A patto che si abbia un concetto molto limitato del leggere; più simile al […]

Fallo più lungo o non ci prendono sul serio

Mentre il The Atlantic scrive di come le storie lunghe funzionino e vengano consumate sempre di più anche sui dispositivi mobili, dal New York Times giunge un’altra critica agli articoli long-form: The problem is that long-form stories are too often celebrated simply because they exist. And are long. It’s a familiar phenomenon: When you fetishize — as opposed […]

Contro le cose lunghe

James Bennet: When you don’t have to print words on pages and then bundle the pages together and stick postage stamps on the result, you slip some of the constraints that have enforced excellence (and provided polite excuses for editors to trim fat) since Johannes Gutenberg began printing books. You no longer have to make […]

Le mani di Google

Google Books è ricco di contenuti extra risultati da errori nella scansione dei libri. Di mani ad esempio, come racconta il New Yorker: In the future, more and more people will consult Google’s scans. Because of the speed and volume with which Google is executing the project, the company can’t possibly identify and correct all […]

Il nuovo corso di giornalismo digitale di Google e La Stampa

La Stampa ha stretto una collaborazione con Google per mettere online un corso gratuito (sullo stile MOOC) volto a insegnare il giornalismo digitale: Si rivolge agli studenti di giornalismo, ingegneria informatica, grafica e ai giovani professionisti fino ai 35 anni. È l’occasione migliore – e gratuita – per imparare a sviluppare nuovi contenuti di giornalismo digitale […]

Giornali autoprodotti

Il Guardian ha avviato un esperimento nel suo coffee shop del quartiere di Shoreditch di Londra, iniziando a distribuire gratuitamente un giornale settimanale in cui raccoglie gli articoli più lunghi e di successo pubblicati nel corso della settimana, individuati automaticamente attraverso un algoritmo. La cosa più interessante è che non solo la selezione è automatizzata, […]

Consigli ai siti di informazione

Federico Ferrazza, vicedirettore di Wired, elenca le 36 cose che ha imparato negli ultimi 3 anni sui siti di informazione: 3. Gran parte del traffico di TUTTI i siti è generato da contenuti leggeri e di servizio. È inutile prendersi in giro e ricordare i bei tempi andati: è quello che succede(va) anche con la carta (sia […]

Perché in futuro avremo bisogno delle biblioteche

Con un discorso tenuto al Barbican Centre di Londra, Neil Gaman ha spiegato perché abbiamo bisogno delle biblioteche. Che non sono obsolete, e non sono solamente una raccolta di libri disposti su delle mensole. Il futuro delle biblioteche non ha che fare tanto coi libri quanto con l’informazione; la necessità — fra le altre cose […]

Kindle Matchbook

Amazon inizierà da Ottobre a offrire l’ebook a prezzo scontato (quasi gratuito), con il cartaceo — il servizio sarà valido non solo per gli acquisti futuri ma attivo anche sui libri acquistati in passato. Doveva succedere, e questo blog sosteneva la necessità che succedesse da tempo.

Il Boston Globe ha perso il 97% del suo valore in 20 anni

Venduto dal New York Times per 70 milioni di dollari, Steve Buttry ipotizza che i soli beni immobili del giornale si aggirino attorno a quella cifra. In altre parole, il valore economico di un giornale, oggi, equivale alle sue proprietà immobiliari: In the past 20 years, a great American newspaper has lost 97 percent of its value. I […]

Ho comprato un quotidiano

Henry Blodget ha fatto una cosa un po’ stramba: ha comprato un giornale, di carta. That article alone was worth the $1.50 I had to pay for the paper. That price, by the way, was about half of what the same store charges for a blueberry muffin. […] And that got me thinking about the much-ballyhooed […]

Il declino delle copertine dei libri

Tim Kreider sul New Yorker: The illustrated book cover, like painted movie posters or newspaper comics, is pretty much dead. Fonts, stock photos, and Photoshop are cheaper than commissioning illustrations. With the imminence of Kindles and e-readers, this is all moot anyway; soon enough, book covers, like album covers before them—like albums themselves, or sheet […]

I giornalisti non esistono

Un dibattito molto vecchio (si pensi alla diatriba blogger vs giornalisti), “chi può definirsi  giornalista?”, è  riaffiorato negli ultimi giorni. Jeff Jarvis spiega che i giornalisti — intesi come persone con il ruolo e la capacità di diffondere notizie: ovvero chiunque, da quando c’è Internet — da un po’ di tempo non esistono più: continua però […]

Scordarsi della carta

Matt Gemmel ha scritto un articolo dei più intelligenti che abbia letto sul design degli oggetti digitali, con particolare attenzione ad iOS. È una critica allo skeumorfismo, più sensata di tante lette fino ad oggi. È sbagliato avere come riferimento assoluto, nel disegnare un’interfaccia, la versione analogica di quello che si sta proponendo; si tratti di un calendario, […]

I gatti sono divertenti

BuzzFeed è un sito che (in stile Gawker) mischia contenuti di qualità con molti, moltissimi contenuti creati con il solo scopo di intrattenere il lettore. Lo scopo principale degli articoli non è informare, ma che risultino facili da diffondere sui social network perché divertenti e leggeri. È un sito che accetta che la pubblicità somigli […]