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App developers can’t link to their tvOS apps right now. Nor can you share a link from tvOS to your device. Or share much of anything, really.

This wouldn’t be such a problem, except the brand-new tvOS App Store has yet to offer any sort of lists or categories beyond the Featured and Purchased tabs. So if you’re looking for new apps, you either have to find it on the Featured tab or you have to manually search for it.

Fra tutte mi colpisce il fatto, alquanto assurdo, che non esista un URL delle applicazioni. L’unico modo per trovare un’app è, per ora, digitare il nome sulla scomoda tastiera virtuale della Apple TV, e ricercarla. Se sei uno sviluppatore, e hai creato un sito per promuovere la tua app, non hai modo di indirizzare gli utenti ad essa se non sperando che ne memorizzino il nome — e abbiano voglia di digitarlo manualmente.

Path

Path è un social network lanciato un anno fa con quest’idea dietro: creare uno strumento su cui condividere pensieri, foto e quant’altro con un numero molto ristretto di persone, massimo 50. Perché 50? Lo spiegarono i creatori del servizio il Novembre scorso, al lancio, dicendo di essere giunti a tale numero grazie alla ricerca di un professore di Psicologia Evoluzionaria (Evolutionary Psychology) della Oxford University, Robin Dunbar, secondo cui 150 è il numero massimo di interazioni sociali che che la nostra mente può gestire contemporaneamente: riducendo questo numero di un terzo, otteniamo il quantitativo di amici che risultano avere un qualche valore per noi.

Le ricerche di Dunbar hanno mostrato che le relazioni personali tendono ad espandersi di un fattore di circa 3. Quindi mentre potremmo avere 5 persone che consideriamo amici davvero intimi, e 20 con cui manteniamo rapporti regolari, 50 è grossomodo il confine estremo della nostra rete personale.

Le funzioni di Path sono quelli di un social network classico, quale facebook o twitter. Potete dire cosa state facendo, dove vi trovate, pubblicare una foto o una canzone. Ma esattamente come twitter, è il limite imposto che rende questo questo social network diverso dagli altri: è solo per le persone a cui tenete veramente, non per tutti.

Prendete quindi Path come un social network strettamente personale, un diario chiuso fra amici, con cui comunicare con la famiglia e i vostri amici più intimi. Dove dovreste sempre trovare qualcosa che vi interessa, perché le persone che lo scrivono vi interessano.

Path è un social network nello stesso modo in cui lo è Instagr.am, o più recentemente Stamped: è legato ad un’applicazione – dalla quale si fa tutto – e non offre nessun sito web da cui gestire i contenuti. L’ultima versione è uscita oggi e non credo di esagerare dicendo che è la più bella applicazione per iPhone che abbia provato fino ad oggi. Esteticamente, non ha eguali.

Il paragone con facebook sorge spontaneo: quand’è che prenderanno sul serio anche loro il settore mobile? Quand’è che sistemeranno l’applicazione? Oramai funziona male da diversi mesi e, diciamocelo, non è che abbia mai eccelso. Come fa notare Frommers, con queste carenze Facebook si sta facendo sfuggire diverse opportunità. Come lo sharing della fotografia dal telefono, lasciato in mano a Instagr.am.

Path invece viene voglia di usarlo, da quanto è bello, nonostante la carenza di persone iscritte. E questo, purtroppo, è il vero problema.

Apple porta iWork sull’iPhone

Apple ha appena rilasciato Pages, Keynote e Numbers per iPhone. Update gratuito, se già li avete acquistati per iPad.

“Now you can use Keynote, Pages and Numbers on iPhone and iPod touch to create amazing presentations, documents and spreadsheets right in the palm of your hand,” said Philip Schiller, Apple’s senior vice president of Worldwide Product Marketing. “The incredible Retina display, revolutionary Multi-Touch interface and our powerful software make it easy to create, edit, organize and share all of your documents from iPhone 4 or iPod touch.”

 

Notificant

E’ un’applicazione per iPhone che sto utilizzando da oramai due settimane, con soddisfazione. Notificant non fa niente di complesso, ma come in molti altri casi è proprio il riuscire a far molto bene una sola semplice cosa, la caratteristica vincente.

L’applicazione – che ha seguito quella per Mac uscita in passato – permette di ricevere delle notifiche personalizzate sul proprio iPhone, selezionando un orario per ciascuna di esse. Funziona bene, l’utilizzo è rapido e piacevole, il suono delle notifiche non è fastidioso, l’interfaccia grafica è minimale e adeguata alla scopo.

Io l’ho affiancata a Things e la trovo estremamente utile.

Come cambi di giorno in giorno

Everyday è una nuova applicazione per iPhone che ti ricorda giornalmente di scattare al tuo volto una fotografia: raggiunto un numero sufficiente verrà creato un video/time-lapse del viso. Ispirata al progetto Everyday di Noah K, sicuramente non è utile ma divertente sì: costa 1,59 ed è veramente ben fatta. (*)

Scrivere in HTML (e altri 79 linguaggi di programmazione) sull’iPad

Da un po’ di tempo sono alla ricerca di una buona applicazione che mi consenta l’editing dei miei siti dall’iPad, la scrittura di codice e la modifica dello stesso. Credevo di aver trovato una risposta alla mia ricerca scaricando Gusto, un’applicazione dall’interfaccia grafica più che gradevole e promettente di cui infatti vi parlai. Purtroppo i pochi bug che aveva, quali crash ripetuti, non sono stati risolti e a lungo andare sono diventati davvero fastidiosi. Nel frattempo solo una settimana fa è entrata nell’App Store Textastic, un’app molto semplice ma che, forse detto in maniera un po’ banale, funziona.

Textastic ha un’interfaccia grafica spartana, grazie alla quale è possibile concentrarsi senza distrazioni sulla scrittura del codice, e le funzioni basilari che più spesso si richiedono a questo tipo di applicazioni, come una connessione FTP al proprio sito (volendo anche la sincronizzazione con Dropbox), una compatibilità con ottanta differenti tipi di linguaggio (HTML, XML, JavaScript, CSS fra gli altri) e un’evidenziazione della sintassi. Queste le principali a cui ovviamente se ne aggiungono molte altre, di minore importanza ma che comunque contribuiscono a rendere il programma ottimo.

Ho utilizzato poco fino ad ora l’iPad per scrivere codice, HTML o CSS. Tuttavia quelle poche volte che l’ho usato ho trovato molto scomoda la tastiera virtuale, in quanto per inserire le parentesi angolari o gli apici, caratteri che molto spesso ricorrono nella scrittura di codice, era necessario compiere più passaggi che rendevano la stesura lunga e macchinosa. Un problema ingeniosamente risolto in Textastic aggiungendo una riga supplementare di caratteri alla tastiera, contenente appunto quelli più ricorrenti nei vari linguaggi.

Textastic si scarica dall’App Store per 7,99 euro. E’ valida e se siete alla ricerca di un editor HTML o un altro qualsiasi dei restati 79 linguaggi di programmazione supportati dal programma può essere la miglior risposta al vostro cercare.

La guerra degli editor

Da quando recensii Writer, ovvero il Mercoledì della settimana passata, sono uscite due altre applicazioni molto simili che vorrebbero candidarsi a divenire l’editor di testi definitivo per gli scrittori su iPad. Ve le segnalo, perché sono ben fatte e hanno pure un’ottima grafica, perché voi magari le potreste preferire a Writer. Io però, nonostante questa segnalazione, resto della mia precedente idea, ovvero che Writer sia il migliore e ve lo consiglio e raccomando, nuovamente.

  • PlainText, che è Universal, ovvero funziona sia su iPad che su iPhone. A suo vantaggio rispetto a Writer ha anche un’altra caratteristica: il fatto di essere gratuito. L’applicazione è inoltre sviluppata dalla HogBay Software, un’azienda che per molti significa garanzia in questo campo. E’ infatti la stessa che ha creato WriteRoom, un software per Mac che secondo alcuni offre l’esperienza perfetta di scrittura su Mac, senza inutili fronzoli e distrazioni. Si sincronizza con Dropbox, esattamente come Writer, ma ha anche una cosa in più di Writer: la possibilità di organizzare in cartelle i propri documenti.
  • Elements è anche lui Universal, ma non è gratuito: costa 3,99 euro. E sviluppato da Second Gear e sembra molto ben fatto anche se io, per non so quale ragione, sono convinto che potrebbe tornare più utile come blocco note, come strumento col quale prendere appunti, piuttosto che come editor di testi. In altre parole, Elements mi sembra una specie di Simple Note, con la differenza che ha una grafica migliore di Simple Note. Anche lui, come il precedente, offre la sincronizzazione automatica con Dropbox.

Inoltre, oltre a queste due applicazioni, due giorni fa è uscito anche un aggiornamento per OmmWriter, un’ottimo software per scrivere sul Mac. Se non lo conoscete vi basta sapere questo: è una specie di WriteRoom, ma gratuito. Era un avviso veloce, perché è vero che queste applicazioni son belle, e che Writer lo è ancora di più, ma non c’è dubbio che per ora scrivere sul Mac sia ancora l’opzione più veloce e confortevole.

Evviva, è arrivato il New Yorker!

La bella notizia è che finalmente il New Yorker è arrivato sull’iPad, con un’applicazione dedicata simile a quella di Wired, sia per grafica che per modo d’uso. L’applicazione è gratis, non lo è invece il singolo numero che si compra al suo interno al costo di 3,99 euro.

Nel video sopra, Jason Schwartzman vi spiega come funziona.

Torniamo indietro?

Parlano tutti di Flipboard, un’applicazione per iPad che esiste da un solo giorno, o poco più, ma che ha in poche ore attirato l’attenzione dell’intera blogosfera. Eppure non è così rivoluzionaria e, sarò strano io, ma a me neppure entusiasma molto.

L’idea principale dietro al programma è quella di creare, utilizzando come base le notizie segnalate dai propri contatti di Facebook e Twitter, un magazine sociale che si adatti alla propria rete di conoscenze. Il software quindi non fa che impaginare gli articoli che ci vengono segnalati su Twitter o condivisi via Facebook in un layout simile a quello dei magazine cartacei. In altre parole aggrega in modo alternativo un contenuto che eravamo abituati a gestire differentemente. Lo aggrega in un modo legato al passato, nella forma della rivista che, personalmente, nemmeno ritengo si adatti molto al caso. Per leggere Twitter ci sono decine di client che svolgono un lavoro egregio, per venire a conoscenza delle novità pubblicate su Facebook il sito è forse la soluzione migliore. A che scopo, quindi, Flipboard? Dare risalto ai contenuti che vengono segnalati su queste due piattaforme, forse. Anche se i contenuti molto spesso, soprattutto quelli proposti sulla seconda, non hanno molto valore.

Non fraintendetemi, però. Il software è bello, ben fatto, la grafica è curata nei minimi dettagli ed utilizzarlo è un piacere. Il download è consigliato, se non altro per provarlo almeno una volta. Ma forse è solo per questo, che se ne parla: per la sua estetica. E la domanda che viene da porsi, quindi, è se sia utile o solamente bello. E l’entusiasmo di questi giorni, quindi, poco giustificato.

L’iPad è arrivato? Ecco le applicazioni da installare assolutamente

Ho trascorso l’ultima settimana a controllare compulsivamente sul sito di UPS lo spostamento dell’iPad, dall’Olanda alla Germania, dalla Germania all’Italia, dall’Italia alla Germania e dalla Germania di nuovo all’Italia. Nonostante questo tragitto tortuoso escogitato da Apple per farlo arrivare quanto più possibile nella medesima data di uscita nei negozi, ieri è giunto a casa e purtroppo, nonostante le innumerevoli cose che avrei dovuto fare, non sono riuscito a privarmene per un’istante. E’ bello, funziona bene e valgono tutti i commenti entusiasti che i giornalisti americani hanno sprecato tempo addietro quando l’iPad era una novità.

Ma siccome gli early adopters saranno tanti, oggi più di ieri, e dato che la prima cosa da fare una volta acquistato è installarci delle applicazioni, ecco quelle che io ho selezionato:

  • Simplenote per gli appunti veloci, solamente testuali, è perfetto. Si sincronizza anche via Internet con la versione per iPhone o con il widget del Mac, così che le note si possano reperire su tutti i dispositivi.
  • L’applicazione di WordPress per bloggare è un must have solo perché non ci sono alternative: è fatta male, la stesura dei testi è in HTML, è lenta nella pubblicazione e nell’aggiornare i commenti o i post. Ha tutti i difetti della versione per iPhone. Se migliorata può diventare ottima, così com’è ora è invece un peso che purtroppo se si ha un blog su WordPress si è costretti ad accettare, non essendoci alternative.
  • Pages è l’applicazione più utile fra quelle non preinstallate. Da scaricare.
  • iBooks è l’applicazione più inutile fra quelle non preinstallate. Da scaricare comunque: in un futuro, editori volendo, potrebbe diventare utile. Ma per la lettura non c’è dubbio che il Kindle resti il migliore.
  • Dropbox è veramente ottimo. La sinergia fra l’applicativo per iPad, Mac e iPhone vi consente di avere un Hard Disk in rete condiviso, permettendovi di accedere ai vostri file ovunque. E’ un iDisk gratuito. Cosa strana a tal proposito: iDisk, che è di Apple, e che è a pagamento, non è ancora disponibile nell’App Store con un’applicazione per iPad.
  • Twitterrific non sarà il miglior client per Twitter ma comunque fra le alternative disponibili è fra le più valide. Ed è gratuito, a differenza degli altri.
  • BeejiveIM è molto utile se volete chattare su MSN o qualsiasi altro programma di IM. Ed è ben fatto.
  • Adobe Ideas per perdere tempo a fare schizzi è ottimo. Peccato io non sia in grado di disegnare.
  • Il Time Magazine è la rivista che ha l’applicazione più bella. Si scarica gratuitamente dall’App Store e, una volta avviata, si compra la versione attualmente in edicola: ben ottimizzata.
  • Wired deve essere proprio bello. Ma non l’ho provato: costa e pesa troppo.
  • Il Corriere e Repubblica mettono un po’ di tristezza: sono due tristi PDF.
  • Anche l’applicazione dell’Internazionale mette un po’ di tristezza. Ma meno: perché si tratta dell’Internazionale, perché per ora lo si può leggere tutto gratuitamente.
  • BBC International è ben fatta.
  • NewsRack è l’alternativa più economica per leggere Google Reader.
  • Eyewitness del Guardian è molto bello esteticamente, le foto sono fantastiche e le si guarda volentieri. Ma la mancanza di una vera ottimizzazione del Guardian sull’iPad si sente.
  • PressReader vi permette di leggere tutti i giornali di tutto il mondo in PDF. Vi da accesso ad un’enorme edicola virtuale. Ed è un must have.
  • SkyTg24 è per iPhone, ma la qualità dei video è ottima anche su iPad. E lo si gode meglio. Ed è l’unica applicazione per iPhone che abbia un aspetto decente anche su iPad.
  • GoodReader per leggere i PDF e conservare file è l’ideale. Ma per i file PDF una soluzione sviluppata da Adobe stessa sarebbe decisamente preferibile.

Le guide Wallpaper* arrivano nell’App Store

Le guide Wallpaper* della Phaidon Press sono arrivate nell’App Store, permettendo a chiunque lo desideri di utilizzarle dall’iPhone. Le città per ora disponibili, ad un costo molto conveniente (circa 3 euro), sono solamente dieci (contro gli 80 titoli disponibili nelle librerie), fra le quali Berlino è offerta grauitamente.

L’applicazione è molto ben fatta, sia da un punto di vista grafico sia da un lato pratico, ed è in grado di offrirvi interessanti e alternative informazioni sulla città interessata, nonostante queste si rivelino un po’ più sintetiche di quanto non lo siano nell’originale prodotto cartaceo, ben più prolisso. A mio parere la serie Wallpaper* permette di visitare le città in maniera alternativa, dando rilevanza a quei monumenti, edifici e musei che in altre famose guide passano in secondo piano o vengono tralasciati.

Se state programmano un viaggio non vi consiglio dunque di acquistare solo la guida Wallpaper*, sostituendola alla Lonely Planet (le cui applicazioni sono molto più complete, ricche di mappe e svariati indirizzi), ma di acquistarla considerandola una guida alternativa, da utilizzare per vedere zone strane e poco convenzionali della città in cui andrete.

Internazionale nell’iPhone

Internazionale è arrivato su iPhone con un’applicazione gratuita dedicata. E anche se non è il massimo, in quanto non è stata fatta nessuna ottimizzazzione vera e propria degli articoli per lo schermo dell’iPhone ma consente un semplice download dell’intera rivista in .pdf, si tratta sempre di un ottimo settimanale che vale la pena aver a portata di palmo.

[Via Mantellini]

aNobii porta il barcode scanner sull’iPhone

Finalmente l’applicazione ufficiale per iPhone di aNobii inizia ad avere un perché e ad esistere non inutilmente. Nata poco più di un mese fa è stata infatti di recente aggiornata con features che la rendono ben più degna di nota, trasformandola in un must have per tutti gli amati della lettura.

Una prima di queste nuove funzioni, e anche la principale, è il riconoscimento del codice a barre presente sul retro dei libri: se fino a ieri vi occorreva copiare il codice ISBN per ottenere titolo e dettagli inerenti ad un volume ora vi basta puntare la fotocamera dell’iPhone (solo ed esclusivamente 3GS) sul codice: l’applicazione vi fornirà tutto quello che desiderate: recensioni, commenti, voti e anche la possibilità di aggiungere il libro alla libreria o alla lista dei desideri.

Una seconda funzione è appunto questa: la libreria e la lista dei desideri del proprio account vengono adesso sincronizzate nel device e rese dunque accessibili anche offline.

Una sola nota dolente, se proprio vogliam trovargliela, è l’icona che poteva essere disegnata decisamente meglio. Comunque è un buon acquisto, se utilizzate il sito (mentre se non lo utilizzate questo è il momento di iniziare). Costa 1,59 ma, se del barcode scanner potete anche fare a meno, la versione Lite è gratis.

[Via eio]

Jamie Oliver porta in cucina l’iPhone

Jamie Oliver, cuoco, soprannominato anche The Naked Chef (cuoco nudo) per via della sua tendenza ad utilizzare le mani in cucina, personaggio molto famoso in Inghilterra, con un programma in onda sulla BBC lodato e più che apprezzato dal pubblico e best seller pubblicati in tutto il mondo, sbarca oggi nell’App Store con un’applicazione propria.

20 minute meals è l’applicazione per lui creata che fornisce un elenco di piatti tutti gustosi da preparare in circa 20 minuti. Attraverso un’ora e mezza di filmati, guide passo per passo, immagini e una grafica piacevole dovreste riuscire a cucinare un piatto completo e decente in un tempo decisamente limitato.

Il costo del software è sui 6 euro. Se siete suoi fan e lo seguite (i suoi show in italia vengono trasmessi da Gambero Rosso) dovreste proprio farci un pensierino.

Tweetie 2: ora lo potete scaricare

E’ da pochi minuti arrivato nell’App Store Tweetie 2, ovvero la versione 2.0 di Tweetie, uno dei client più apprezzati per la scrittura e lettura di Twitter (premiato dalla stessa Apple all’Apple Design Award di quest anno).

L’unico freno, che potrebbe scoraggiare molte persone dal scaricarlo, è il dover pagarne per una seconda volta il prezzo, che si aggira sui 2 euro. Ciò è necessario poiché l’applicazione è rilasciata come un software totalmente nuovo e non come un semplice aggiornamento del vecchio client.

Inoltre occorre dire che, per quanto Tweetie sia ottimo, ci sono nell’App Store così tanti programmi per Twitter, alcuni anche molto simili fra loro, che è veramente difficile scegliere quale sia il migliore.