I dieci anni di Skype

Il 29 Agosto Skype ha celebrato i primi dieci anni di vita, che Ars Technica si è dilungata nel raccontare:

Zennström and Friis planned to create a new service that would allow the sharing of home Wi-Fi. But then Annus and Friis had their “eureka!” moment—they could make voice calls cheap and easy by sharing data peer to peer just as Kazaa did. They even talked about creating Wi-Fi phones, an idea that would later be implemented in Skype. In the spring of 2003, an early alpha was coded and shared for testing with about 20 people.

I tempi in cui elogiavo il programma sono finiti da un pezzo, sarà che da un pezzo (almeno per me) Skype non funziona più come una volta: chiamate difficili, disturbate, di qualità nettamente inferiore alle alternative. Insomma, io da tempo affido le mie conversazioni a distanza a FaceTime e Google Hangout, mentre a Skype ho detto addio.

A volere fare delle ipotesi sul perché la qualità sia peggiorata, torna preziosa l’email di alcuni mesi fa scritta da ingegnere di Skype, in cui si spiega com’è cambiata l’architettura del programma, dai tempi in cui Skype era una startup indipendente fino alla vendita a eBay e in seguito Microsoft. Il passaggio da una rete P2P a un sistema di server centralizzato potrebbe esserne la causa:

The Skype peer-to-peer network architecture elected certain nodes to be “supernodes”, to help maintain the index of peers as well as handle parts of the NAT/firewall traversal for other peers. This election algorithm chose only machines with open Internet connectivity, substantial uptime, and which were running the latest version of our peer-to-peer code. The last bit unfortunately meant that most of the time, the election winners were a monoculture of Windows desktop machines running the latest Windows Skype client. This proved to be a problem when not once, but twice a global Skype network outage was caused by a crashing bug in that client… bootstrapping the network back into existence afterwards was painful and lengthy, and that is in part why Skype has switched to server-based “dedicated supernodes”… nodes that we control, can handle orders of magnitudes more clients per host, are in protected data centers and up all the time, and running code that is less complex that the entire client code base.

Il cambiamento, com’è illustrato sopra, è dovuto un po’ a una necessità di maggiore controllo dei nodi e in parte alla diffusione di tablet e smartphone che contrariamente ai PC non sono sempre connessi, hanno una batteria limitata, limiti di consumo e le cui applicazioni possono funzionare in background solo per pochi minuti. Il tutto ha richiesto la creazione di una “Skype Cloud”, che permetta di ricevere chiamate e messaggi istantanei anche quando il software non è in funzione ma ha, allo stesso tempo, snaturato il programma allontanandolo dall’iniziale architettura P2P.