pointerOgni device deve avere un browser?

La nuova Apple TV, come sottolinea Daniel Pasco su Medium, non accetterà alcuna WebView, ovvero non solo non conterrà un browser ma le applicazioni per essa dovranno essere completamente native. Mentre su iOS è possibile per uno sviluppatore inserire una WebView all’interno di un’app — cosa che rende lo sviluppo più facile sulle diverse piattaforme — le applicazioni per Apple TV dovranno esserne prive.

Scrive Daniel Pasco:

Webviews are the duct tape of the mobile world. I’d estimate that 50% to 80% of the major apps out there use webviews somewhere within their apps. Apple’s Mail app uses webviews for your email messages, because webviews can style and render the content very efficiently. NetNewsWire uses them prolifically, particularly in a few features we haven’t enabled in the shipping version yet.

Già c’è chi, come Manton Reece, crede sia uno sbaglio e un comportamento “cattivo”. Ogni device deve avere accesso al web, scrive, e prosegue:

Apple has 4 major platforms now: iOS, tvOS, watchOS, and the Mac. It’s a dangerous precedent for 2 out of those 4 to not have access to the open web. Web services are only part of the story; HTML and the hyperlink are also both fundamental components of web access. A platform is too shut off from the rest of the world without them.

Non mi pare una tragedia che la Apple TV sia senza browser; sinceramente non riesco a immaginarmi uno scenario in cui navigare il web dalla TV risulterebbe piacevole. E non sono neppure convinto che ogni device debba avere accesso al web. Su Apple Watch un browser l’avrei trovato ridicolo, su Apple TV un di più.

(Poniamo che vogliate visitare questo blog da entrambi. È vero, non potete farlo con un browser. Ma potete comunque accedere al contenuto del blog via rss, da un’app — l’accesso all’informazione contenuta nel web non è precluso solo perché manca un browser)

Gio (September 17, 2015)

Mi sembra manchi una precisazione: un conto è se manca il browser sulla TV (che, sinceramente, come sottolinei è scomodo da usare), un altro se manca la possibilità di accedere a contenuti che “naturalmente” starebbero in rete e che invece domani verranno dirottati necessariamente dentro ad una applicazione nativa (mentre oggi magari l’app è solo la carrozzeria, mentre sotto nel motore di fatto c’è un “semplice” sito).