pointerI nuovi CAPTCHA di Google, senza CAPTCHA

Se come me al primo tentativo li sbagliate sempre, il nuovo CAPTCHA di Google, che Google chiama noCAPTCHA, vi piacerà molto: il più delle volte il test viene passato in automatico, mentre nei casi in cui è richiesta una verifica il massimo che dovete fare è individuare, fra un elenco di immagini, una che somigli a quella che vi è appena stata mostrata.

Tuttavia, i CAPTCHA sono strumenti molto utili per trascrivere manoscritti e testi che il computer non è in grado di riconoscere automaticamente. L’utente, ignaro, mentre si registra a un sito, o lascia un commento, aiuta anche a trascrivere un manoscritto. In questo caso i noCAPTCHA, quelle volte in cui richiedono una verifica, aiutano Google a migliorare il proprio motore di ricerca per immagini (già da tempo Google li sfrutta anche per le proprie mappe, chiedendo allo sfortunato utente di trascrivere i nomi delle vie, e cartelli stradali vari). Sono forse il mio esempio preferito di crowdsourcing, collaterale.

Emanuele (December 4, 2014)

Perché una perdita? A quanto pare, le immagini che Google usa, vengono comunque usate per realizzare “conoscenza” (il db viene usato per affinare/confrontare la capacità di riconoscimento immagini di software di IA). Semplicemente Google non si limita più al semplice testo ma spazia anche a immagini e semantica degli oggetti.
Ciao,
Emanuele

(December 8, 2014)

Corretto! 😉 Grazie.