È arrivato il momento di aprire il WiFi

Nel suo più recente editoriale, Walt Mossberg ha sostenuto la necessità di liberare le reti WiFi permettendo finalmente a chiunque di utilizzarle. Immaginate di potere camminare per le strade di una città, con l’iPhone in grado di connettersi automaticamente a ogni rete che incontra, alleggerendo così la rete mobile (del cellulare) da possibili congestioni e facendo pieno uso delle reti private.

Fu Steve Jobs a discuterne con Mossberg:

His idea was to get as many wireless router makers as possible to build in a “guest network” option — essentially a second Wi-Fi network, securely walled off from the rest of the home network, and with its own name. Then, he hoped that the industry would encourage people to share their bandwidth with strangers via these guest networks. That way, a smartphone user could walk around, moving from one Wi-Fi hotspot to another, without logging in — much like people using cellular data move from one cell tower to another.

Il progetto ha dei limiti e problemi — di sicurezza o complessità, che però possono essere facilmente risolti. Molti utenti non creano una seconda rete per uso pubblico semplicemente perché toccare il modem è l’ultima cosa che desiderano fare: spesso intimoriti dalle impostazioni complicate o da possibili risultati catastrofici (= no internet).

Un’idea che in Europa aveva provato a promuovere Fon, un po’ di anni fa, distribuendo un modem economico che generava due reti WiFi: una per uso personale, privata, e una per uso pubblico. Non prese mai piedi in Italia (con rare eccezioni; io ad esempio ne comprai una), ed anzi da noi è persino illegale aprire a tutti la propria connessione. In Inghilterra invece — dove Fon è diventato popolare, appoggiandosi a BT (British Telecom) — chiunque abbia un contratto con British Telecom può sfruttare la rete privata di un’altra persona, senza costi e ovunque si trovi.

La proposta di Mossberg è simile, magari senza alcun contratto.