Che noia le macchine volanti

Il periodo che stiamo vivendo è pieno di innovazioni straordinarie che spesso manchiamo di riconoscere come tali; un post divenuto popolare su Medium il mese scorso, 2000, the Year Formerly Known as the Future, delineava un quadro accurato degli oggetti e servizi con i quali ci siamo abituati a convivere e che solo dieci anni fa erano impensabili — nonostante raramente ce lo ricordiamo. Il problema è che spesso manchiamo di riconoscere la loro straordinarietà, soprattutto quando li paragoniamo alle aspettative futuristiche che avevamo; aspettative che erano più appariscenti, ma solo ad uno sguardo superficiale: il presente è altrettanto degno di entusiasmo.

A chi dice che il presente è noioso, vien da dire che ad esserlo sono invece le macchine volanti e poi, subito dopo, piazzargli l’iPhone a due palmi dal naso: “the most basic mobile phone is in fact a communications devices that shames all of science fiction, all the wrist radios and handheld communicators”, diceva Warren Ellis il Settembre scorso, a una conferenza. Bill Gates ha espresso, in un’intervista a WIRED, un concetto simile partendo di Twitter:

Wired: Peter Thiel, expressing his dissatisfaction with technology’s progress, recently noted, “We wanted flying cars, instead we got 140 characters.” Do you agree with him?

Bill Gates: I feel sorry for Peter Thiel. Did he really want flying cars? Flying cars are not a very efficient way to move things from one point to another. On the other hand, 20 years ago we had the idea that information could become available at your fingertips. We got that done. Now everyone takes it for granted that you can look up movie reviews, track locations, and order stuff online. I wish there was a way we could take it away from people for a day so they could remember what it was like without it.

(Via | Elezea)