Don Norman e Bruce Tognazzini, due persone abbastanza importanti nel campo dell’usabilità, il primo ad Apple fino al 1996, il secondo ad Apple durante i primi anni, hanno scritto un articolo molto critico nei confronti di Apple concentrandosi, soprattutto, su iOS:

Today’s Apple has eliminated the emphasis on making products understandable and usable, and instead has imposed a Bauhaus minimalist design ethic on its products.

Unfortunately, visually simple appearance does not result in ease of use, as the vast literature in academic journals on human-computer interaction and human factors demonstrates.

Apple products deliberately hide complexity by obscuring or even removing important controls. As we often like to point out, the ultimate in simplicity is a one-button controller: very simple, but because it has only a single button, its power is very limited unless the system has modes.

Condivido parti del pezzo, non tutto — ma è comunque una lettura interessante. Scrivendo di Apple spesso viene menzionato uno dei dieci principi per un buon design di Dieter Rams: “Good design is as little design as possible”. Ma, appunto, questo è solamente il decimo. Ci sono anche gli altri nove da ricordare:

  1. Innovative
  2. Makes a product useful
  3. Aesthetic
  4. Makes a product understandable
  5. Unobtrusive
  6. Honest
  7. Long-lasting
  8. Thorough down to the last detail
  9. Environmentally friendly
  10. As little design as possible

Parcheggiare le tab

Il Nielsen Norman Group descrive una pratica che ha riscontrato essere in uso soprattutto fra i millennials (che brutta parola), nel modo di navigare su internet: l’apertura in successione di un numero elevato di tab, durante una ricerca o in preparazione di un acquisto, che vengono parcheggiate nel browser per venire visitate con maggiore attenzione in seguito. Quindi elementi simili  — come i risultati più interessanti trovati a seguito di una ricerca — raccolti in una finestra del browser, organizzati per tab.

Ho letto l’articolo con interesse, perché sembra descriva il mio modo di navigare su internet. Che si tratti di un acquisto su Amazon, della scrittura di un articolo, di una semplice ricerca su dove passare la serata o cosa cucinare, apro una finestra del browser e in poco tempo mi ritrovo con una decina di tab aperte che in seguito — finita la fase di ricerca — visito una per una, con più calma, per valutarne la validità.

La navigazione viene così divisa in due fasi: una di ricerca, in cui l’utente scandaglia una lista di risultati — decidendo quali aprire in una tab e quali ignorare — e una di digestione dell’informazione, in cui l’utente visita e valuta ciascuna delle tab raccolte.

Questa pratica ha dei vantaggi — per esempio quello di non dovere aspettare che le pagine si carichino (tanto verranno visitate più tardi) ma, soprattutto, di potersi concentrare sulla ricerca e poi lettura dei risultati, invece che cambiare continuamente tipologia di attività.

I consigli del Nielsen Norman Group per venire incontro agli utenti? Eccoli:

  • Permettere l’apertura dei link in una tab. I siti che non lo fanno, sono maligni.
  • Avere una buona favicon e un buon titolo, affinché si capisca dalla tab di cosa si tratta.
  • Aiutare il visitatore a capire dove si trova in relazione al resto del sito, con breadcrumbs.

Sei anni dopo, e 45 “continua” dopo

Appena acceso un nuovo iPhone, ci sono un paio di cosette da impostare e decisioni da prendere. Ai tempi dell’iPhone 3GS, sei anni fa, le schermate di onboarding erano sei: una volta completati questi sei passaggi l’utente era pronto ad utilizzare l’iPhone.

Oggi, come fa notare questa immagine di Luke Wroblewski, i passaggi prima di poter usare il dispositivo sono diventati 45.

Perché l’esperienza d’uso di iOS 8 è inferiore a quella di iOS 7

L’esperienza d’uso di iOS 8 è peggiore rispetto a quella iOS 7, secondo Dmitry Kovalenko (Lead Designer di Readdle), e questo perché è cambiata la dimensione del dispositivo — iPhone 6 e iPhone 6 Plus sono notevolmente più grandi dell’iPhone originale — mentre l’interfaccia non è stata ripensata in modo da accomodare questo cambiamento.

Il cambiamento nelle dimensioni del device porta, inevitabilmente, a un cambiamento nel modo in cui lo teniamo in mano, e di conseguenza usiamo. I modelli di comportamento instaurati con le precedenti versioni di iOS non funzionano più dall’iPhone 5 in poi.

Secondo una ricerca di Steve Hoober, l’85% degli utenti usa lo smartphone con una mano sola:

Questo significa che, nella maggior parte dei casi, iOS 8 non è comodo, né ideale, da usare. Per provare il suo punto, Dmitry mostra come le aree dell’interfaccia con i bottoni più importanti di un’applicazione (il menù in alto, ad esempio, con le opzioni più comuni, come Salva, Chiudi, Conferma, Indietro, etc.) rientrino nell’area dello schermo difficile da raggiungere. L’utente, come conseguenza, si ritrova di continuo a riposizionare il device in mano — un device fra l’altro molto scivoloso.

Alcuni sviluppatori hanno risolto spostando gli elementi importanti in basso (una soluzione, secondo Dmitry, oltre menù di navigazioni alternativi rispetto a quello suggerito da Apple, potrebbe arrivare con Force Touch), ma resta che il pattern promosso da Apple (in Mail, ad esempio) e legato a precedenti versioni di iOS e iterazioni dell’iPhone non è più adatto (o se non altro ideale), viste le dimensioni dello schermo.

Più l’iPhone diventa grande, più quei bottoni diventano arduii da pigiare con il dito: purtroppo, come mostra l’immagine, il tipico menù di navigazione dopo iPhone 5 è posizionato nell’area rossa (l’esempio che segue, di Scott Hurff, è con Mailbox).

Apple, sottolinea Dmitry, non ha adattato l’interfaccia ai nuovi schermi (più grandi), ma ha applicato due pezze (una okay, l’altra scomoda):

  • swipe verso destra dal bordo sinistro, per tornare indietro (in mail, ad esempio)
  • doppio tap sull’Home Button per abbassare l’intera UI in modo da rendere quei bottoni più raggiungibili

La seconda, che dimostra come Apple sia consapevole del problema, è bizzarra e non tanto rapida da usare (a quel punto mi sposto in su con l’intera mano). È una pezza: invece di ripensare e adattare l’UI ci hanno dato un modo per abbassare quella vecchia, inadatta e scomoda nell’85% dei casi d’uso.