Html a portata di iPhone

Se scrivete pagine in html, php o altri linguaggi web conosciuti, o se questi codici cominciate a masticarli tuttavia avendo molto spesso dei dubbi al riguardo, esistono delle applicazioni per iPhone studiate per venirvi incontro.

Raccogliendo infatti i codici più conosciuti, vi permettono di ricercare e controllare che quello che avete appena scritto sia giusto e, eventualmente, di correggerlo. Ricche di esempi, sono delle ottime e pratiche raccolte dei principali tag, che potrebbbero tornare utili in ogni momento si abbia un dubbio.

In vendita a 0,79 centesimi di euro ciascuna, sono, per ora, quattro:

  • Una relativa al php
  • Una all’html
  • Una al Javascript
  • Un’ultima a jQuery

Tips per migliorare l’utilizzo di iPhoto ’09

iPhoto, come molti sicuramente sapranno, è stato di recente fortemente aggiornato con nuove interessanti funzioni grazie all’uscita di una nuova versione del pacchetto iLife, che lo include al suo interno assieme ad altri software. Per tutti coloro che lo avessero installato in queste ultime settimane, di seguito elenco una serie di piccoli trucchi per migliorarne le prestazioni e l’utilizzo. Trucchi che in realtà non sono tali, ma si rivelano essere piuttosto funzioni meno conosciute e pubblicizzate da Apple rispetto alle principali che fanno da cavallo di battaglia del programma.

  • Aggiungere informazioni di geotagging alle foto pubblicate. Di defaut iPhoto non è solito caricare in rete le fotografie mantenendo i dati di geotagging che gli sono stati associati. Tuttavia selezionando “Include location information for published photos”, opzione presente sotto il pannello preferenze nella voce web, sarà possibile evitare che questo accada.

  • Nascondere le foto. E’ presente in ogni set o evento un nuovo bottone che permette di nascondere alcune fotografie, rendendole invisibili. Se per esempio si posseggono diverse versioni di una foto relativa al medesimo soggetto, ma tuttavia si preferisce non eliminarle spostandole nel cestino, è possibile con questo tasto fare in modo che vengano nascoste, per poi eventualmente farle ricomparire selezionando dal menù View la voce Hidden Photos.

  • Cambiare la foto chiave di una persona. Con la funzione Faces viene associata una fotografia principale a ogni persona che registriamo. Questa è essenzialmente quella foto che poi verrà utilizzata dal programma come copertina, ovvero come fotografia da mostrare nell’home del menù faces per rappresentare la relativa persona. Se tuttavia quella scelta non ci soddisfa basta andare a cercare all’interno delle foto di un soggetto quella che più ci aggrada e, selezionandola con il tasto destro, scegliere l’opzione “Rendi foto chiave“.

[Via Maclife]

DockDrop: un’alternativa veloce all’FTP

DockDrop è un’applicazione molto semplice utile per tutti coloro che hanno l’esigenza di condividere in rete un’immagine o un qualsiasi altro tipo di file. In maniera estremamente rapida infatti il software consente di pubblicare in rete, su Flickr, il proprio sito o un server WebDAV (quale MobileMe, tanto per fare un esempio) ciò che si desidera.

Dopo una veloce configurazione e dopo aver inserito nel Dock il software, tutto ciò che si dovrà fare per caricare in Internet un qualsiasi tipo di file è trascinarlo sopra l’icona: il caricamento avrà subito inizio e, una volta completato, l’URL finale del file verrà automaticamente copiata nella propria Clipboard, in modo che attraverso un semplice incolla la si abbia subito a disposizione.

Una valida alternativa ai più complessi e confusionari programmi FTP.

iPhone Rubik Cube Solver

E dopo anni e anni in cui il cubo di Rubik del sottoscritto ha giaciuto irrisolto nella camera, senza mai riuscire ad avere le facce complete e omogenee, finalmente ieri sera è stato portato a termine.

Naturalmente non c’è alcuna abilità dietro, nessun merito o riconoscimento, ma al contrario l’utilizzo di una applicazione per iPhone, Cube Cheater, in vendita a 0,79 euro, in grado di risolvere qualsiasi cubo. Il suo funzionamento è piuttosto strabiliante e, secondo me, prima o poi finirà in una pubblicità Apple (vista la recente moda della mela di inserire le applicazioni all’interno degli spot del device).

Ecco le sole tre cose che occorre compiere per risolvere un cubo:

  • La prima cosa da fare è inserire lo stato delle quattro facce; la disposizione dei colori. Questo può essere fatto in due maniere: o manualmente o mediante una fotografia, grazie ad un sistema di riconoscimento integrato nel software.
  • Il programma analizzerà per pochi secondi le informazioni alla ricerca di una soluzione.
  • Mediante un’animazione 3D si verrà guidati nella risoluzione.

Allora: per quel che costa è un must have, no?

Google continua a sfornare doppioni

Google ha rilasciato una prima versione del nuovo Quick Box Search; un’applicazione, ancora in versione sperimentale, molto simile alla Google App rilasciata quest’estate per iPhone. Il software permette dopo una doppia pressione del tasto mela di ricercare file, cartelle e applicazioni all’interno del proprio computer o di trovare in rete siti e pagine web.

Lo so che poi mi si dice di esser fazioso e poco obiettivo, ma trovo questo programma, come il recente Picasa, inutile, in quanto Spotlight sopperisce già a tutte le funzioni in maniera egregia. E’ vero, ammetto di rilevare, almeno nel mio caso, una discreta superiore velocità in Quick Box in confronto a Spotlight, ma tuttavia non sarà solo per questo che ricorrerò a un’utility esterna quando il sistema operativo già fornisce un’applicazione piuttosto valida studiata per il medesimo scopo.

Sarebbe stata probabilmente molto più interessante se i risultati trovati in rete fossero stati mostrati direttamente nel software; al contrario viene mostrato solamente un link che porta alla visualizzazione dei risultati di ricerca con un browser esterno.

Amigo: Facebook sotto controllo

Alcuni giorni fa si era parlato di EventBox, un’applicazione che racchiudeva al suo interno Twitter, Facebook, Flickr, Digg e altri dei servizi web più diffusi in rete. Se tuttavia si hanno esigenze più contenute, e l’unico Social Network che si vuole tenere sotto controllo è Facebook, viene in aiuto un programma ben più semplice ma, al contempo, sempre utile.

Si tratta di Amigo, un software che va ad inserire nella Menù Bar una nuova icona dalla quale sarà possibile accedere alla propria lista degli amici e visualizzare gli ultimi avvisi ricevuti (richieste di amicizia, inviti ad eventi, poke o altro). Essendo inoltre integrato con Growl delle notifiche appariranno sullo schermo nel caso in cui avvenisse un qualsiasi cambiamento sul nostro profilo in rete.

Amigo è un’applicazione molto semplice, che può essere utilizzata gratuitamente per 30 giorni dopo i quali occorre pagare 20 dollari. Esiste tuttavia un’alternativa gratuita, che però nel mio caso si è dimostrata meno stabile: FMenu.

iWork.com e Pages visti da vicino

Ieri ho provato, subito dopo la fine del Keynote, il nuovo iWork ’09, cosa che potete fare anche voi, dato che Apple ne permette il download di una copia gratuita della durata di 30 giorni (allo scadere dei quali o vi rinunciate mestamente o spendete 79 dollari e acquistate una licenza).

Non ho provato tutti i software inclusi, ovvero Keynote, Numbers e Pages, ma solo uno di questi, che in fin dei conti penso sia anche quello più utilizzato dalla maggioranza degli utenti: Pages.

Le novità, ad un primo sguardo, potrebbero sembrare poche, quasi nulle, dato che non vi è un cambiamento sostanziale dell’interfaccia grafica ed, all’avvio, a parte qualche nuovo tema grafico, non si notano particolari cambiamenti. Tuttavia ce ne sono di novità e la prima, forse la più evidente, è la possibilità di lavorare a schermo intero, ovvero di espandere il documento in modo che questo occupi tutta la finestra senza lasciar spazio ad altro. Questa modalità di lavoro a schermo intero potrebbe tornar utile in tutti quei momenti in cui non si vuole essere distratti da altro (chat, messaggi in arrivo, posta elettronica), ma focalizzare la propria attenzione sull’editing del documento.

Non meno interessante è la nuova modalità struttura, che aiuta ad organizzare i propri pensieri per non andare fuori tema.

Tuttavia la novità maggiore risiede in iWork.com, un sito web che andrà (a dir il vero già lo fa) ad affiancare la suite permettendo la condivisione dei documenti via Internet. Premendo infatti un semplice tasto sarà possibile caricare in rete, su iWork.com, il documento che si sta modificando, rendendolo visibile ad amici, parenti e conoscenti i quali potranno visualizzarlo dal loro computer, con un qualsiasi browser web, anche senza avere iWork installato.

Purtroppo non è permessa la modifica in rete, al contrario dell’offerta di molte altre suite simili (fra le più famose cito Google Docs) ma solamente l’aggiunta di note a lato del testo. Nel caso ne venisse aggiunta una nuova da una delle persone a cui abbiamo inviato il documenti il creatore originario di questo verrà notificato al successivo avvio di Pages e la nota sarà resa disponibile anche sulla versione locale del testo.

iWork.com per ora è in beta ma è già completamente funzionante e non sembra presentare particolari problemi. Per utilizzarlo è sufficiente, una volta scaricato il nuovo Pages, cliccare sul bottone iWork.com e si verrà automaticamente iscritti al servizio. Purtroppo potrebbe in futuro, una volta uscito dalla beta, diventare a pagamento, almeno stando a quanto detto ieri da Phil Schiller durante la presentazione della suite. Si spera si sia sbagliato, riveda la sua idea o almeno lo offra gratis a tutti quelli che già spendono 80 euro per il pacchetto MobileMe.

(ah, se volete vedere come funziona iWork.com ho caricato un documento di prova sul sito)

iWork ’09 e integrazione con MobileMe?

Secondo un rumor dell’ultima ora è possibile che questa sera alcune applicazioni che da tempo utilizziamo, come iMovie vengano portate su MobileMe consentendone l’utilizzo online, da qualsiasi computer.

E’ infatti di alcune settimane fa la notizia di una possibile versione web di iWork, il che significherebbe avere una Web Application di Pages e di Keynote che entrerebbe in diretta competizione con suite come Google Docs.

A queste due andrebbe ad aggiunersi anche, secondo questo recente rumors, iMovie, consentendo ai possessori di un account me.com di editare i propri video ovunque senza dover ricorrere alla versione tradizionale, desktop, del programma. Se ciò avvenisse sicuramente il prezzo dell’abbonamento annuale del pacchetto MobileMe sarebbe molto più giustificato di quanto non lo sia allo stato attuale.

In ultima analisi, si tratta solo di rumors ed ipotesi. Tuttavia un’aggiornamento del pacchetto iWork è praticamente certo, dato che di recente, nelle ultime ore, è comparsa sul sito, nella sezione download più precisamente, un link ad iWork ’09 (che sarebbe la diretta evoluzione della versione attualmente in circolazione)

[Via Computerworld]

Picasa sbarca su Mac

Arriva oggi su Mac un software da anni presente su Windows, molto diffuso per l’editing e l’organizzazione di fotografie. Si tratta della terza versione di Picasa, programma appartenente e distribuito gratuitamente da Google che promette di organizzare, migliorare, condividere e creare fotografie. Picasa è un’applicazione molto semplice, il cui editing viene solitamente apprezzato dagli utenti alle prime armi, non in grado di utilizzare Photoshop ma pur sempre desiderosi di migliorare (ma certe volte per eccessi anche peggiorare) le loro fotografie senza dannarsi su troppi tecnicismi.

Il motivo per cui Google avrebbe potuto scegliere di sviluppare il software per Mac solo ora, a distanza di molto tempo dalla sua comparsa su Windows e Linux, potrebbe essere a mio avviso molto semplice, ovvero che gli utenti Apple non ne hanno assolutamente il minimo bisogno. Sia chiaro, funziona bene, per quel poco che ho provato, e sarebbe perfetto se solo non esistesse già un’applicazione che copre le funzioni svolte dal programma in maniera ottimale: iPhoto, la cui organizzazione è eccellentemente integrata nell’OS e il cui editing non ha nulla da invidiare a Picasa.

Scaricatelo, dunque, anche solo per provarlo, ma secondo me presto o tardi tornerete volentieri ad iPhoto.

E’ tornato il Mac Giving Tree

E’ tornato per il secondo anno di fila l’albero di Natale più amato dai Mac Users, è tornato con somma gioia del sottoscritto e suppongo di tutti i lettori l’albero di Natale pieno di doni per il proprio Mac, è tornato il Mac Giving Tree.

L’albero, virtuale, presenta ai suoi piedi una serie di pacchi contenenti differenti software usualmente a pagamento ma che sarà possibile scaricare gratuitamente durante tutta la giornata del 25 Dicembre. E’ dunque doverosa una connessione al sito durante la giornata di Natale, per fare il pieno di software interessanti (si spera) per i quali normalmente avremmo dovuto pagare 20, 30 o 40 euro l’uno.

Quest anno, inoltre, appese all’albero ci saranno anche alcune applicazioni per iPhone ed iPod Touch, anch esse offerte gratuitamente. Peccato che, in questo caso, solo gli utenti americani potranno usufruire della promozione.

iEarn: Google Adsense per iPhone

Il servizio universalmente più utilizzato su Internet per guadagnare qualche centesimo attraverso il proprio blog è, senza ombra di dubbio, Google Adsense, seppur al tempo stesso sia criticabile in molti dei suoi aspetti.

Per tutti coloro che dunque hanno un blog o un sito in cui sia presente un banner Adsense è stata creata iEarn, un’applicazione molto comoda che fornisce dall’iPhone i guadagni relativi al nostro account, mostrando entrate odierne, settimanali, mensili e relative ai giorni e mesi passati.

Acquistabile per soli 0,79 centesimi di euro è dal sottoscritto vivamente consigliata per ottenere in poco tempo e senza dover ricorrere a Safari tutte le informazioni legate ad Adsense.

Pastebud porta il copia e incolla nell’iPhone

A partire da domani sarà disponibile grazie a Pastebud una versione primordiale del copia e incolla che tanto hanno desiderato molti dei possessori di un iPhone. Pastebud porterà infatti questa semplice funzione sui device portatili della mela, senza andare incontro ad alcuna violazioni di un qualsiasi contratto di licenza imposto da Apple.

Per utilizzare il servizio non occorrerà installare alcuna applicazione; infatti si tratta di una Web App che, in quanto tale, porterà la funzione in sole due applicazioni: Mail e Safari. Sarà dunque possibile come mostra il video a inizio post incollare in una mail un testo trovato in una pagina web, o inserirlo nell’editor di testi del proprio blog, per pubblicarlo in un nuovo post.

Il video mostra nel dettaglio Pastebud in funzione. Non è di certo il massimo dell’immediatezza e in alcuni passaggi potrebbe sembrare un po’ troppo macchinoso piuttosto che facile e veloce come dovrebbe essere il classico copia e incolla ma, almeno per ora, potremmo accontentarci. Tuttavia speriamo che un giorno non troppo lontano Apple non abbia più in odio questa funzione e decida di introdurla nell’OS dell’iPhone di sua spontanea volontà.

10.000 applicazioni in un unico iPhone

In questi giorni l’App Store ha raggiunto la soglia di 10.000 applicazioni, un numero considerevole considerando che è da pochi mesi che il servizio è stato introdotto, servizio che dai numeri attesta di aver ottenuto un successo incredibile.

TapTapTap per congratularsi con Apple per questo traguardo ha realizzato l’immagine a inizio post, ovvero un mosaico costituito dalle icone di tutte le 10.000 applicazioni presenti nell’App Store che, tutte assieme, vanno a formare un iPhone.

Una bella immagine per celebrare questo enorme successo.

Flip Clock per iPhone

Si sa che a me questi orologi piacciono un sacco. Vi avevo proposto infatti già in passato, come forse alcuni ricorderanno, uno screensaver con un simile effetto grafico. Non posso dunque non segnalarvi Flip Clock: un’applicazione (scaricabile dall’App Store ad un costo di 79 centesimi) per iPhone che porta lo screensaver sul dispositivo, permettendo di trasformarlo in un una specie di orologio da scrivania.

Molto bella, semplice ed elegante.

Anticipazioni sul nuovo Firmware per iPhone

Da non molto tempo Apple ha offerto agli sviluppatori la possibilità di scaricare una nuova beta del software iPhone e iPod Touch giunto alla versione 2.2. Stando a quanto riportato in rete questa nuova versione del Firmware dovrebbe apportare i seguenti cambiamenti ai devices:

  • L’aggiunta di Street View nell’applicazione Maps di Google
  • In iTunes sembra sia stata introdotta una nuova pagina da cui scaricare nuovi episodi dei Podcast a cui si è abbonati. Questa aggiunta spiegherebbe anche il motivo per cui in passato è stato rifiutato l’inserimento di Podcaster, un software che prometteva funzioni simili, nell’App Store.
  • Una leggera modifica grafica dell’App Store
  • La possibilità di allegare alle mail indirizzi di Google Maps, in modo da permettere al ricevente di localizzare in fretta luoghi, strade, locali.

Di tutte quelle cose che però troviamo elencate in Please Fix The iPhone, e che tecnicamente dovrebbero essere anche quelle più richieste dagli utenti, non c’è nemmeno l’ombra.

[Via AppleiPhoneApps]