Il caricatore del Mac, illustrato

La soluzione al male peggiore — il tallone di Achille — è tenere sempre una bustina di Sugru in casa. (via @koolinus)

La differenza dei colori di Microsoft e Google

Molto lieve, usano più o meno gli stessi identici colori. Color Hunt:

There’s a minor difference between the shades of yellow, and a slightly bigger difference between the three other colors. By analyzing the color parameters, we discovered an interesting and clear conclusion – Microsoft’s colors are way more saturated.

Ritorno agli inizi

L’evoluzione dei bottoni di Mac OS (via Jordan Kay).

Come funzionano i DNS, spiegato bene e a fumetti

https://howdns.works è un fumetto a puntate (le prime due sono già online) che spiega in maniera molto chiara e semplice cosa sono i DNS e come funzionano.

Va nei dettagli, pur rimanendo semplice da capire.

Com’è una fashion week nella Silicon Valley

Silicon Valley Fashion Week con droni

A “indossare” i vestiti sono i droni — direi la migliore fashion week ad oggi.

Su Google Maps

Nelle mappe di Google, in una città a sud del Pakistan, si trova questa cosa.

(Non è l’unica cosa nascosta in quell’area, ed è probabile che entrambe siano state inserite non da Google direttamente ma da un provider dei dati delle mappe)

L’iPhone che sostituisce cose

Bellissimo confronto fra un oggetto e l’iPhone, che rimpiazza senza problemi quell’oggetto con un’app. Vengono da Things do Jobs, un tumblr, una galleria fotografica fra analogico e digitale, di Hannes Jentsch e Martin Jordan.

Sans Serriffe

Il primo aprile del 1977 il Guardian pubblica una mappa di quella che sostiene essere una nuova isola, scoperta nell’Oceano Indiano. Se il nome dell’isola (Sans Serriffe) non fosse di per sé già abbastanza sospetto, basta soffermarsi sui nomi dei luoghi riportati sulla mappa (Bodoni, Gill Sands, Upper Caisse, Garamondo) per capire lo scherzo del Guardian ai lettori.

(Spiegazioni tipografiche alla fonte — ovvero /mapporn di Reddit. Dalla newsletter settimanale di Pietro Minto)

Un tributo al primo Mac

Curved Labs Macintosh Facelift

Un concept di CURVED/labs; un tributo al primo Macintosh riproposto con le linee dell’iMac e l’alluminio dei MacBook.

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Due giochi di parole in CSS (via @linuz) che, purtroppo per voi (che ora ve li ritrovate davanti agli occhi), io ho trovato molto divertenti.

Blue Bottle Coffee ha ridisegnato la Moka

Blue Bottle (la nuova proprietaria di Tonx), definita da un recente articolo del The Atlanticla Apple del caffè“, ha presentato una versione alternativa della classica Moka italiana. È bellissima, anche se all’apparenza scomoda. Descritta da Joey Roth, ovvero colui che l’ha disegnata, come “an impractical but interesting looking piece”.


Non è solo il design però a contraddistinguerla. James Freeman, il fondatore di Blue Bottle, non accetterebbe qualcosa che non produca anche un caffè perfetto. La Moka di Blue Bottle funziona come la moka che utilizziamo tutti i giorni, ed è nata innanzitutto perché Freeman crede sia un metodo oggi snobbato (fuori dall’Italia, ovviamente), ma efficace e semplice per ottenere un espresso decente.

Ne scrive il blog Cool Hunting (dal quale provengono le foto di questo articolo):

Though unconventional in appearance, Roth’s Moka Pot works in exactly the same way as Luigi De Ponti’s 1933 invention: steam pressure pushes heated water up through a basket containing ground coffee and into a top chamber. “Both James and I were drawn to the moka pot because it’s one of the more neglected brewing processes these days, but has the potential to make great coffee,” explains Roth. “It disappoints when people expect espresso, and needs to be appreciated as its own method, with a brew halfway between French press and pour-over in terms of clarity and intensity.” To assist in the endeavor, the new design doubles the output of most moka pots, yielding six ounces by way of 15 grams of coffee, and can be fitted with an aeropress filter to improve clarity the brewed coffee.

(Comunque al momento è in pre-ordine — ma non la spediscono in Italia. Inoltre, costa $99)

Robot al lavoro

Quello dell’immagine sopra si chiama Awabot, ed è stato fotografato mentre si trovava ad una lezione all’università di Lione per permettere a qualcuno di seguirla da casa. Il The Atlantic ha pubblicato una lunga collezione di robot, questo ed altri, documentati con immagini.

Gathered here are recent images of robotic technology, including a “Blind” robot, unmanned agricultural machines, a robotic Torah writer, a robot traffic cop in Kinshasa, several telepresence machines, humanoid machines, and an Iranian praying robot.

Steve Jobs ai tempi di NeXT

Doug Menuez ha prodotto un racconto fotografico su Steve Jobs ai tempi di NeXT, contenente alcune bellissime fotografie che io non avevo mai visto prima.

Lo smartwatch di Microsoft

Un’ipotesi su come potrebbe essere lo smartwatch di Microsoft (sì, pare ne stiano progettando uno).

Trent’anni di differenza

Things of Interest ha sovrapposto lo schermo del primo Macintosh a quello del nuovo iMac con Retina Display. Guardate l’immagine a schermo intero, e zoommate fino all’angolo in basso a sinistra dove, finalmente, piccolo piccolo, trovate lo schermo del primo Macintosh.

When first released in 1984, the Apple Macintosh shipped with a black-and-white 512 x 342 display. Fast forward 30 years to the release of the iMac with Retina 5K display, which ships with a 5,120 x 2,880 display with support for millions of colours. That’s an increase from 175,000 pixels to more than 14.7 million – an 8,400% increase. 80 of the original Macintosh displays fit within a single Retina 5K display1.