Hocus Focus

Hocus Focus aiuta a tenere lo schermo del Mac pulito nascondendo in automatico le finestre delle applicazioni non in uso da diversi minuti (a seconda delle preferenze dell’utente), lasciando così visibili solamente quelle su cui si sta lavorando.

ShrikinIt

Panic ha aggiornato ShrinkIt, piccola app (gratuita) per Mac, per ridurre la dimensione dei pdf senza perdere nulla in qualità. Basta trascinare il PDF sopra la finestra dell’applicazione, e lei fa il resto.

Sempre utile, prima di caricarne uno online.

Matt Gemmel:

I don’t really think in terms of folders and hierarchies anymore. I still putthings there, but only as a kind of future archeological clue, if everything goes to hell and I’m left digging through the dirt, trying to rebuild.

These days, I expect the machine to accept my query, and throw the relevant set of my stuff back at me. Browsing through directory windows seems anachronistic now, and – interestingly – it also feels artificial.

Sono d’accordo che Alfred/Spotlight abbiano tolto centralitrà al Finder — e spesso recuperò ciò di cui ho bisogno evitandolo — però sono ancora molto legato alle cartelle su Mac. Un’applicazione come iPhoto — che maschera le cartelle in favore della sua interfaccia — mi da un po’ fastidio: la uso, in mancanza di alternative migliori, ma soffro vedendo come mi sta organizzando i file dietro le quinte.

(Anche se — come Gemmel — penso in termini di cartelle e file “per il futuro”, nel caso possa tornare utile fra anni, perché nell’immediato ricorro sempre a Spotlight.)

Una utility per trasformare la tastiera del Mac in una tastiera bluetooth, visibile dall’iPhone, iPad o qualsiasi dispositivo esterno. La si può poi così abbinare al dispositivo e utilizzarla per scrivere su di esso.

Sempre meno cose di cui preoccuparsi

Scrive John Siracusa, nella già citata recensione di Lion:

Nell’ultimo decennio, un miglioramento della tecnologia ha semplicemente ridotto il numero di cose di cui dobbiamo preoccuparci. Lion è una tecnologia migliore. E marca il punto a partire dal quale Mac OS X smette di essere definito per quello che gli è stato aggiunto. D’ora in poi, Mac OS X dovrà venire valutato in base a quello che gli è stato rimosso. (segnalato da Minimal Mac)

Meno cose di cui preoccuparsi, più tempo per svolgere i compiti per cui il computer lo si è comprato.

Apple non è più solo per i ricchi

Lo so: ve lo sto ripetendo fino allo sfinimento. Ma anni e anni di dibattiti e litigi mi hanno insegnato che questo è un concetto molto difficile da far passare, che niente, poco importa quel che si dice, la percezione resta quella: Apple è per i facoltosi, per quelli che hanno voglia di buttar via soldi, che ne hanno tanti e troppi, che gli avanzano. Per quelli che “sì, ma chi se ne importa se costano, posso permettermelo” o “per quel logo bianco dietro son disposto a spendere il doppio” o “hardware? Che roba è? Interessa solo l’estetica, a me”. Così ci descrivono, noi utenti Mac.

Ma ieri Slate se ne è uscita con un articolo: “The iPad proves Apple products aren’t just for rich people anymore”. Dice quel che qui ho detto a inizio settimana: del perché l’iPad sia il tablet più economico sul mercato e di come Apple abbia fatto a raggiungere questo traguardo.

Interessante è la domanda se questo traguardo riuscirà a essere mantenuto nel tempo o se invece nei mesi le differenze di costo fra iPad e i rivali si assottiglieranno: un evento che comunque non andrebbe ad intaccare le vendite in quanto la strategia riservata per l’iPad sarebbe la medesima utilizzata in questi anni con l’iPod. Certo, puoi avere un Creative a metà prezzo o un un altro player dal costo inferiore, ma Apple ha continuato ad aggiornare il suo iPod rendendolo sempre migliore e più “attraente” così che il Creative finisce che nemmeno lo prendi in considerazione. La cosa bella, nel caso dell’iPad, è che non solo prendi il tablet migliore sul mercato ma anche quello più economico.

Ma allora quest’idea, di Apple come un’azienda solo per uomini ricchi, a cosa è dovuta? Slate da’ la colpa ad Apple stessa, che coltiva e porta avanti quest’aurea di marchio di lusso mettendo gli Apple Store in location suggestive, rifiutando di competere con i PC a basso costo, con i PC per il mercato basso, di consumo.

Che poi i computer Apple non siano così costosi come sembrano ad un primo approccio ce ne si rende conto nel momento in cui li si considera nell’insieme. Infatti con un Mac si ottiene assistenza tecnica gratuita e un numero di software in grado di svolgere pressoché ogni compito, software per i quali normalmente bisognerebbe pagare. Tuttavia poco importa il numero di argomentazioni o la loro validità quando colui a cui si sta parlando è solamente interessato a:

  1. Farti vedere le specifiche tecniche dei rivali e sottolineare come non si discostino molto.
  2. Farti notare che i netbook costano 400 dollari.

Sì, mettiamolo in chiaro, una volta per tutte: Apple non fa i netbook. E per fortuna, aggiungo io.

The perception is partly Apple’s fault. The company purposefully cultivates an aura of luxury; it puts those Apple stores in fancy malls, after all, not next to your local dollar store. Apple also long refused to compete at the lower end of the PC market, a decision that helped to keep its profit margins high—its gross margin is around 40 percent, compared with less than 20 percent for Dell. I’ve argued that Apple’s computers aren’t as expensive as they seem when you consider all you get with them—free walk-in tech support, a range of well-designed built-in programs, and substantially higher resale value. But when you can buy a cheap PC laptop for $400, less than half the price of the lowest-priced MacBook, that’s a tough argument to sustain.

P.S. Vista la ricorrenza, ho creato una categoria solo per i post di questo tipo.

La differenza (o una delle tante)