È un termometro che si collega al jack delle cuffie dell’iPhone, permettendo così di conoscere la temperatura circostante con precisione — senza affidarsi a internet. Vuole realizzarlo Robocat, un piccolo studio danese con una passione per le applicazioni per il meteo (due da loro create sono Termo e Haze). Se l’idea vi piace, potete supportarla acquistando Thermodo, a 25$, su Kickstarter. (*)

Joel Hladecek, fingendo di venire dal futuro, ha spiegato per quale ragione i Google Glass non sono sopravvissuti all’hype iniziale:

Real people – real life. I think what Google completely missed, developing Glass in their private, billion dollar bouncy-house laboratory, were some basic realities that would ultimately limit adoption of Glass’ persistent access to technology: factors related to humanity and culture, real-world relationships, social settings and pressures, and unspoken etiquette.

Oh and one other bit of obviousness. Sex. And I mean the real kind, with another person’s actual living body – two real people who spend a lot of money to look good. But I guess I get why these, of all über geeks missed that. […] There are good reasons people spend umpteen fortunes on contact lenses and corrective eye surgeries. Corrective glasses, while being a practical pain in the ass also effectively serve to make the largest swath of the population less attractive.

Sono due anni che non tocco un CD. Come sempre succede in questi casi, non appena ho acquistato un computer privo di unità ottica (il MacBook Air), mi è successo di averne bisogno. Ora ci sono passato oltre, ma se ricapitasse — no! no! — per il futuro mi segno il masterizzatore esterno di Amazon, in vendita a 34 euro (contro i 79 del SuperDrive USB di Apple). Dan Frommer l’ha acquistato e recensito, sembra sia bravo nel compito noioso e antiquato che deve svolgere.

Una cover per iPhone (5) che rispetta l’iPhone, senza nasconderne il design. Realizzata da TwelveSouth ispirandosi alla Smart Cover, per tutti quelli che non vogliono nascondere l’iPhone sotto centimetri di plastica scadente ma vogliono anche, un minimo, proteggerlo.

Dalla recensione di The Verge del Pebble:

After using the Pebble for a few days, I realized that I was daydreaming about it: I wanted it to do more. That’s unusual — I rarely trust new products to work correctly, especially new products from unproven companies. But the Pebble’s charming simplicity and fundamental competence inspires confidence. It’s so good at what it does now that it’s easy to imagine all other things it might do in the future. There’s no reason it can’t replace a Fitbit or Nike Fuelband, for example, and I’d love to be able to send replies to emails and text directly from the device. And Pebble’s promised app support means we’ll eventually see even more uses for it.

Leggendola mi sembra che in realtà abbia svariati difetti che (potrebbero) compromettere significativamente l’uso, a partire dall’integrazione con iOS (singhiozzante, per colpa dei limiti imposti da Apple) e dalle promesse ancora da realizzare di cose che farà (tracking della corsa, etc.). Mi sembra che la conclusione più che positiva sia dovuta più che altro all’entusiasmo per gli “smartwatch” (entusiasmo che condivido), che verso Pebble.

Per evitare ulteriori cadute

Date retta a uno a cui l’iPhone 5 è cascato di mano una settimana dopo l’acquisto: non volete che vi succeda, soprattutto considerati i segnali che il simpatico episodio scalfirà sul dispositivo, lì per riportarvi a memoria momenti brutti.

Quindi, dichiaro conclusa la ricerca del migliore accessorio per iPhone: il laccetto di Photojojo (simile a quello che Apple fornisce con il nuovo iPod Touch), per affrancarselo al polso. 35$.

Via | Swiss-miss

Il nuovo Jawbone UP funziona molto bene, anche nello sleep tracking. Se siete indecisi meglio non leggerla: va a finire che lo ordinate.

Kickstarter ha raccolto nell’arco di una sola giornata i fondi per dare vita a Projecteo, un piccolo proiettore tascabile per nove fotografie di Instagr.am prescelte, stampate su pellicola Kodak da 35mm. Roba per veri hipster.

Shine (un altro activity tracker)

Deve essere il periodo. Dopo il ritorno del Jawbone UP un’altra azienda (co-fondata dal nostro acerrimo nemico, imperdonabile John Sculley) ha presentato un affare che registra quanto (poco) ci muoviamo: Shine (99$ su Indiegogo). Lo scopo è lo stesso del Jawbone UP, FitBit, Nike Fuelband: mortificarci tenendo traccia della nostra (inesistente) attività fisica. A differenza di altri suoi concorrenti, però, Shine non è in grado di analizzare come dormiamo.

Il coso, rotondo di metallo simil-moneta e dall’aria molto solida, ha diversi aspetti misteriosi. Nel video di presentazione si può vedere che si sincronizza con la sua applicazione semplicemente poggiandolo sullo schermo dell’iPhone – come, a nessuno è affatto chiaro.

Facendo i seri, non è che ‘è il periodo’: è, invece, questo, un settore (hint: Wearable computing) che avrà molta importanza, in futuro. Siamo di fronte a una serie di oggetti, al momento primitivi e approssimativi, che diventeranno sempre più diffusi.

Il bottone della camicia, reinventato

Un bottone della camicia che costa 4$ ma risolve tutti i problemi che avete col cavo delle cuffie, tenendolo fisso. Geniale, in vendita su Shapeways.

La prossima volta che vi si rompono le cuffie, non cambiatele

Quattro mesi fa mi si è rotto l’alimentatore del computer, il cavo si è rovinato e i fili interni si sono scoperti.

Un mese fa mi è successo lo stesso con il cavo USB dell’iPhone.

Due settimane fa è venuto il turno delle cuffie.

Siccome ne ho pieni i maroni di cambiare i cavetti biodegradabili di Apple, sono balzato sulla sedia quando ho scoperto che una soluzione esiste. Per soluzione, intendo: qualcosa che non consista nel comprare un nuovo cavo. Si chiama Sugru, sembra pongo, si modella sulla cosa da riparare e dopo 24 ore si solidifica, assumendo la consistenza del silicone.

Serve a riparare le cose (e pure bene), oppure a modificarle. C’è gente che ci ha riparato anche le scarpe, per dire. Sta lì buono 6 mesi (fino a 8, se tenuto al fresco), nella sua bustina, che ne contiene una quantità minima comunque sufficiente per più riparazioni. Viene venduto in bustine, appunto. Di diversi colori.

Arrivo un po’ in ritardo nello scoprirlo, lo so. Ma se c’è qualcuno che come me non lo aveva mai sentito, magari adesso, la prossima volta che gli si rompe qualcosa, evita di ricomprarla. E dato che i cavi di Apple sono particolarmente effimeri, la prossima volta è sempre imminente: meglio tenere del Sugru a portata di mano.

HTTPSTER

HTTPSTER, la prossima maglietta che acquisto.

The hypertext-transfer-protocol antithetic hipster shirt for nerds, geeks and unicorns.

 

Un progetto finanziato con Kickstarter davvero ben fatto (nei minimi particolari), si tratta di una soluzione che permette di espandere la memoria del proprio MacBook Air (o Pro) attraverso lo slot SD posto sul lato destro del portatile. È un adattatore per schede Micro SD, che possono essere così usate o come memoria aggiuntiva o per un backup sempre attivo con Time Machine.

Con Wemo, un nuovo prodotto di Belkin, è possibile avere il controllo dall’iPhone di qualsiasi oggetto collegato alla corrente — dunque spegnerlo, accenderlo o verificarne lo stato. Considerato assieme al Twine, mostra la direzione che abbiamo preso.

The Verge ha recensito le principali stylus per iPad in circolazione. La migliore, più versatile e adatta ai diversi usi che se ne possono fare, è risultata essere la Bamboo, di Wacom (scontata a 23 euro su Amazon), la medesima che uso io e la medesima che vi consigliano gli sviluppatori di Paper. Io mi ci trovo bene, è comoda da tenere in mano e da utilizzare. Trasmette correttamente gli input, in qualsiasi angolazione, ed offre un grado di precisione soddisfacente. Detto questo, non è perfetta come non è perfetta nessuna stylus al momento esistente: è un problema legato più che altro all’iPad che alle stylus.

Subito dopo la Bamboo si colloca la Cosmonaut, adatta più che altro per il disegno o rapidi schizzi per via del suo particolare design, e la Jot Pro di Adonit, imbattibile come precisione.