Ripensamenti sul DRM

I MacBook nuovi son belli, e proprio tanto carini. Peccato che nascondano una sgradevole novità che il signor Jobs al momento del lancio ci ha tenuto nascosta e che, purtroppo, li rende un po’ antipatici.

La sorpresa confezionataci da Apple risiede nel connettore per monitor esterni, il DisplayPort, in cui è stato integrato un sistema di protezione che, attraverso il controllo dei dati in uscita, dovrebbe evitare che venga proiettato un film di cui non si dispone l’autorizzazione per la visione. Naturalmente questo sistema funziona solo con alcuni monitor: quelli che lo supportano. Se l’utente ha uno di questi non vi è alcun problema e potrà godersi anche su uno schermo esterno il suo film acquistato su iTunes se, invece, ne possiede uno non in grado di supportare tale tecnologia potrà gustare il film solamente dallo schermo del suo Mac.

La soluzione per evitare tutto questo c’è e risiede nello scaricare film pirata, invece che acquistarli visto che, a differenza di quelli scaricati legalmente, non hanno alcun sistema di protezione e alcuna restrizione, permettendo all’utente di usufruirne liberamente.

Gli ci vorrebbe un applauso ad Apple per questo sistema anti-pirateria che finisce praticamente con il favoreggiare la pirateria. Se poi si pensa che il CEO di Apple, Steve Jobs, è quella persona che, come ci ricorda Attivissimo, non poi molto tempo addietro aveva scritto una lettera in cui auspicava la scomparsa del DRM dai file audio/video perchè questa è chiaramente la migliore alternativa per i consumatori, scende un velo di tristezza che ci porta a chiederci cosa gli sia successo, se abbia improvvisamente cambiato idea o se, forse, non ci abbia semplicemente ingannati.

Convincere loro a distribuire musica senza DRM ad Apple creerà un mercato della musica realmente interoperabile. Ed Apple lo abbraccerà a cuore aperto.

Steve Jobs