E’ un sondaggio di Fortune. Sembra che lo Xoom sia bramato dall’1% degli intervistati (1% è anche la percentuale degli intervistati che prende lo stipendio da Motorola), mentre ben il 2% delle persone desideri ardentemente un PlayBook: RIM teme già di non riuscire a star dietro alla domanda. E io proprio non capisco perché RIM avesse intenzione di fermare la produzione del PlayBook.

Steve Jobs, nel 2003, risponde così a Walt Mossberg, il quale gli ha detto – pochi minuti prima – di essere convinto che il tablet offra un modo migliore rispetto al computer, soprattutto più naturale, di leggere i file e navigare in Internet:

E’ vero. Se hai un mucchio di ragazzi ricchi che possono permettersi il loro terzo computer: hanno un desktop, hanno un portatile e ora hanno uno di questi nuovi device beh, questo è il tuo target. E le persone accusano noi di basarci su un mercato di nicchia!

Il video completo, su All Things Digital.

Testuali parole di Craig Mundie, “Chief Strategy Officer” (e vorrei mettere l’accento, uno bello evidente, sullo strategy) di Microsoft:

“Mobile is something that you want to use while you’re moving, and portable is something that you move and then use. These are going to bump into one another a little bit and so today you can see tablets and pads and other things that are starting to live in the space in between. Personally I don’t know whether that space will be a persistent one or not. I don’t know whether the big screen tablet pad category is going to remain with us or not.

Ovvero non ci sarà nessuna era Post-PC, come al contrario Steve Jobs ha annunciato. E’ un parere questo che somiglia molto ad una speranza, una speranza a cui del resto Microsoft fa bene ad affidarsi visto che ne ha tutti gli interessi e i vantaggi, che i PC continuino ad occupare un ruolo centrale il più a lungo possibile.

Techinch spiega perché l’iPad può essere paragonato in qualche modo al microonde: in sintesi, non faceva nulla che non si potesse già fare con il forno e per questa ragione gli americani si domandavo se fosse il caso di acquistarlo o non si trattasse di un di più.

In 1967, American consumers were introduced to the new, must have item for their kitchens: the microwave oven. This device, manufactured mainly by defense contractors such as Raytheon due to their expertise with magnetron, the device that generates microwaves in a radar system or microwave oven, was now supposed to be a fixture in every home, restaurant, and more. It could heat food faster, use less energy, and be less likely to burn your house down than a traditional oven. And it cost just under $500. What more could you ask?
Actually, there was a lot customers could ask. First, why in the world do you need yet another way to heat food? Kitchens already have an oven and range, plus perhaps a toaster, waffle iron, or a grill on the back porch. And the coffee pot can keep coffee hot anyhow. Do you really need another oven? Plus, surely it won’t work quite like an oven, or quite like a stove. It’s like something in the middle. How could we need that? […] But, wonder of all wonders, people started buying microwaves and using them regularly. In the store, a microwave didn’t seem like a must-have item to many, but once you incorporated it into your daily life, it was irreplaceable.

E’ un evoluzione e non una rivoluzione, ragione per cui non consiglia ai possessori dell’originale iPad di correre ad effettuare l’upgrade. Lo raccomanda a tutti i comuni mortali, ovvero ai non geek, sia per il prezzo che per la facilità d’uso. Non è molto soddisfatto delle due videocamere: per un’azienda rinomata per l’alta qualità dei suoi prodotti la qualità di queste è piuttosto scadente. Ma soprattutto scrive, ad un certo punto:

It never crashed in my tests, unlike every Android tablet I’ve tested.

Questo video, mandato in onda al Keynote, non è solo fatto benissimo: commuove.

There’s never been anything like iPad. It changes the way students learn and teachers teach. It transforms how businesses do business. It helps doctors take better care of patients. And it’s a whole new way to see the world.

John Swansburg di Slate odia il suo iPad: crede che non abbia portato con sé nessun beneficio significativo che ne giustifichi l’acquisto. A qualcosa è servito, come a navigare comodamente in rete stando sdraiati, ma questo qualcosa è troppo poco.

Quindi chiede, su Slate appunto, se ci sia qualcuno che riesca a convincerlo di non aver sprecato 600 dollari.

I admit that I bought my iPad for the wrong reasons. I got one because it seemed like everyone I knew had gotten one for Christmas and, well, I felt left out. I didn’t think about how it would fit in with the gadgets I already owned (laptop, Kindle, iPhone), and I didn’t borrow a friend’s and take it on a test drive. Now I just feel annoyed, having spent $600 on a device that hasn’t done anything to improve my life. A salad spinner would have been a better investment, and I don’t even eat that much salad. […] Typing on the thing is beastly, rendering the device useful only for consuming, not composing.