L’OS del Mac Plus sull’iPhone

Se avessi un iPhone sbloccato, penso l’installerei all’instante. Sto parlando di Mini vMac, ovvero un’applicazione per iPhone e iPod Touch sbloccati che emula in maniera oserei dire praticamente perfetta l’OS di un vecchio Mac+. Il video sopra lo mostra all’opera: un software che forse all’apparenza potrebbe sembrare inutile, ma che tuttavia ci permette di fare un tuffo nel passato della mela. Un software adatto ai Mac Users di vecchia data, nostalgici.

Sarebbe bello se un giorno queste applicazioni venissero accettate da Apple e di conseguenza inserite nell’App Store (anche se la cosa, almeno per ora, pare alquanto ardua).

Google Analytics sbarca sull’iPhone

Era da un po’ che speravo che Google Analytics, il servizio gratuito offerto dalla grande G per gestire le statistiche del proprio sito, venisse portato sull’iPhone attraverso un’applicazione dedicata. Finalmente, seppur non da Google direttamente ma da uno sviluppatore esterno, questo è successo e il software si è rivelato meglio di quanto potessi sperare.

Analytics App promette di fornire tutte le funzioni del normale sito all’interno di un’interfaccia grafica più accomodante e consona al dispositivo. Senza dunque perdere nulla l’applicazione permette di avere una visione d’insieme sui visitatori del proprio sito, uno sguardo avanzato su ogni dato per gli utenti più esigenti, il supporto di account multipli e la gestione di più siti contemporaneamente.

Il tutto ad un costo di 4,99 euro. Nell’App Store esistono alternative, più economiche, come Analytics Pro e MyAnalytics, al software. Tuttavia entrambe sono sicuramente dal punto di vista grafico e funzionale due livelli sotto Analytics App, che invece adempie in modo egregio a ciò per cui è stata creata.

MobileFiles: accesso all’iDisk anche dall’iPhone

L’iPhone è stato realizzato in modo che l’integrazione con MobileMe, il pacchetto di servizi Internet offerto da Apple, fosse quasi perfetta. Chi ha un iPhone infatti troverà molto utile il servizio, anche solamente per l’email push che offre, attraverso cui è possibile sincronizzare in un secondo la posta con il proprio Mac.

Tuttavia non sotto tutti i punti di vista questa sinergia è stata resa ottima. Se per esempio qualcuno avesse l’esigenza di visualizzare il proprio iDisk dall’iPhone non potrebbe, semplicemente perchè l’interfaccia web del sito risulta inaccessibile dal device e, contemporaneamente, non è stata studiata nessuna soluzione dedicata da parte di Apple. Un vero peccato visto che il servizio potrebbe rivelarsi molto comodo per avere a disposizione file senza dover occupare altro spazio nella memoria del dispositivo.

Fortunatamente a colmare questo vuoto ci ha pensato QuickOffice con il suo MobileFiles; un’applicazione gratuita che promette di fare questo:

  • Accedere al proprio iDisk, file e cartelle
  • Vedere i file in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo
  • Interfaccia grafica appositamente studiata
  • Accesso agli iDisk pubblici di parenti e amici
  • Download di alcuni file in locale per un accesso offline
  • Supporto di file quali immagini, Microsoft Word, Microsoft Excel, Adobe Acrobat, Pagine Web (HTML), Archivi Web (MHT), Testi (Txt), Audio (Mp3).

Più template per Leopard Mail

Una delle cose più belle della nuova versione di Mail.app, inclusa in Leopard, è la possibilità di creare Mail HTML con template forniti da Apple, inclusi nel programma. Come già potete immaginare a Cupertino si sono impegnati non poco a realizzarli e quello che hanno prodotto sono delle grafiche meravigliose, che chi le riceve via email non potrà non apprezzare (un po’ come quando create un documento con i bellissimi themes di Pages).

Tuttavia potrebbe succedere che, dopo un po’, vi stufiate di questi template, che oramai conoscete bene, e ne vogliate altri, nuovi, che non avete mai usato prima. In questo caso allora potrebbe tornarvi utile lo Stationary Pack realizzato da Equinux, che vi da la possibilità di accedere a nuovi 100 template, ognuno per ogni occasione. Purtroppo il tutto non è gratuito ma costa 24 dollari, che non è poco.

[Via MacWorld]