Con l’ultimo aggiornamento dell’app per iOS Instapaper ha introdotto i text-shots, aka screenshot del testo. Io, che già utilizzavo Instapaper per fabbricarli in maniera rudimentale, sono felicissimo.

(Mentre la cosa dello speed-reading continuo a non capirla)

Hocus Focus

Hocus Focus aiuta a tenere lo schermo del Mac pulito nascondendo in automatico le finestre delle applicazioni non in uso da diversi minuti (a seconda delle preferenze dell’utente), lasciando così visibili solamente quelle su cui si sta lavorando.

ShrikinIt

Panic ha aggiornato ShrinkIt, piccola app (gratuita) per Mac, per ridurre la dimensione dei pdf senza perdere nulla in qualità. Basta trascinare il PDF sopra la finestra dell’applicazione, e lei fa il resto.

Sempre utile, prima di caricarne uno online.

Se vivete a Milano praticamente potete cancellare Google Maps dall’iPhone: Citymapper è l’unica applicazione di cui avrete bisogno, che vi dà informazioni utili su come spostarvi in città.

Ne pubblicai una lode pochi mesi fa:

Da quando ho installato Citymapper sul mio iPhone, Google Maps (e, per quel che vale, Apple Maps) ha iniziato a prendere polvere. Se non altro, per spostarsi in città. Citymapper integra sotto un unico tetto tutti i possibili mezzi di spostamento — autobus, metropolitana, bici pubbliche, Uber e qualsiasi altra opzione a disposizione, a seconda della città in questione. Trova le fermate vicino all’utente, fornisce il tempo d’attesa per il prossimo mezzo ed è rapida da utilizzare perché comprende alla perfezione in che modo un’applicazione di questo genere deve funzionare — in che modo, in situazioni di questo tipo, le informazioni devono venire presentate all’utente.

(Citymapper Milano)

Questa applicazione è inutile!

Pare che Apple abbia deciso di fare pulizia sull’App Store ed eliminare tutte quelle applicazioni che non si limitano ad altro che rincanalare al loro interno le informazioni contenute in un feed rss. Tutte quelle applicazioni di notizie, dunque, molto semplici e comuni, basate sul feed rss di un sito o blog.

Apple le definisce inutili, e forse potrebbe anche aver ragione. Del resto non è decisamente utile avere un’applicazione per ogni sito visitato quando invece basterebbe che questo sviluppasse una versione specifica e adatta a Safari Mobile. Tuttavia mi sento di dire che nell’App Store ci sono applicazioni molto più inutili, stupide e insulse, di cui si potrebbe fare benissimo a meno. Applicazioni che si limitano a raccogliere in una grafica orrenda immagini o frasi, applicazioni che non servono proprio a nulla. Applicazioni, probabilmente, sviluppabili in un’oretta di lavoro.

Il punto è che l’App Store è pieno di cose inutili e le applicazioni basate sui feed, quelle contro cui Apple si accanisce, sono solamente una minima parte di queste. Il punto è che, li dove stanno, non danno comunque fastidio a nessuno. Basta non scaricarle, e la loro inutilità è limitata. Allora perché toglierle? Perché decidere a priori che non rispettano un qualche controllo qualità? Se la risposta a tale domanda fosse perché nell’App Store ci entra solo roba di qualità a me andrebbe anche bene. Ma il problema è che l’App Store, come detto prima, è pieno di robacce!

Insomma, non ne vedo l’utilità. Mi sembra una decisione pessima, che non porterà a nessun risultato consistente. E secondo me l’iPhone dovrebbe essere un po’ più come il Mac. Anche per quello esistono e sono reperibili applicazioni orrende ma, giustamente, Apple non si è mai sognata di eliminarle.

L’informazione voleva essere gratis

E mentre il direttore del Guardian fa sapere di essere contro l’informazione online a pagamento, Repubblica segue le orme del Corriere introducendo l’obbligo di un’abbonamento per la lettura degli articoli attraverso la sua applicazione per iPhone, come se il fatto di usufruire delle notizie attraverso un’applicazione invece che da Safari mobile giustificasse un costo mensile o annuale aggiuntivo. Infatti entrambi i siti dei due quotidiani restano liberamente navigabili da Safari, senza richiedere alcuna forma di pagamento.

Ma se i due giornali in questione decidono di autodistruggersi con una mossa poco convincente, a noi non resta che scaricare La Stampa che fra le opzioni italiane ad oggi disponibili è forse la migliore. Oltre che, se non altro per ora, gratuita.

The Guardian in your pocket

Finalmente, dopo tanto tempo, anche il Guardian ha rilasciato un’applicazione per iPhone che permette la lettura e fruizione dei contenuti. La aspettavo da tanto e anche se l’attesa è stata lunga il risultato finale sembra giustificarla. Peccato che (almeno per ora) sia disponibile solo nello store inglese. Essendo a pagamento, purtroppo non è scaricabile da noi italiani.

My Name is E, e l’iPhone diventa un Poken

Forse avrete sentito parlare del Poken: un dispositivo grande quanto un portachiavi che contiene informazioni quali recapito telefonico, mail, siti web e link ai propri profili sui diversi Social Network ai quali si è iscritti. Un biglietto da visita elettronico, in altre parole, che appoggiandosi ad un sito web permette di gestire i contatti. Il suo funzionamento è molto semplice: ogni volta che si incontra un’altra persona che lo possiede basta avvicinare il proprio poken al suo, perchè ciascuno di essi invii e riceva i dati contenuti, in modo che una volta collegato al computer si abbia accesso alle informazioni di contatto della persona.

Tuttavia è molto raro incontrare qualcuno che possieda un poken. A parte Barcamp e raduni di blogger, diciamo pure che è impossibile. Forse più utile dunque, e con un funzionamento molto simile, è My Name is E.

Si tratta di un sito che funziona più o meno alla stessa maniera: dopo essersi registrati e aver fornito le proprie informazioni, oltre che aver collegato il proprio account a servizi web quali Twitter, Facebook, Flickr e molti altri, viene creata una pagina web che altro non è che un biglietto da visita virtuale. Dove stanno i vantaggi, rispetto al poken?

  • E’ disponibile un’applicazione per iPhone che traforma il vostro iPhone in un poken. Avvicinandolo infatti a quello di un’altra persona che ha installata l’applicazione, gratuita, i vostri dati verranno scambiati e saranno successivamente reperibili da internet, o direttamente dall’applicazione stessa.
  • Si può, volendo, fare in modo che diventiate automaticamente amici su facebook della persona con cui siete entrati in contatto. Così come iniziate automaticamente a seguirla su Twitter, Friendfeed e altri.
  • Non occorre che spendiate 20 euro per il gadget: l’applicazione è gratuita (tuttavia anche in questo caso è disponibile un gadget simile al poken: il connector)
  • E’ più facile trovare qualcuno che lo utilizzi: oltre ad essere compatibile con l’iPhone il sito è utilizzabile anche da altri cellulari, quindi qualsiasi telefono abbiate potrete scambiare e ricevere informazioni.
  • Potete gestire più di un biglietto da visita, in modo da “convidere” a seconda della persona quello che vi sembra più adatto
  • Se la persona che vi sta di fronte non è iscritta ad E, potete inviargli per email i vostri contatti.

Google Latitude arriva sull’iPhone, ma senza stupire

Sono passati alcuni mesi da quando Google aveva annunciato di star lavorando a una versione per iPhone di Google Latitude, un suo nuovo servizio che consente di geolocalizzare se stessi e i propri amici, in modo da sapere quali si trovano nelle vicinanze e far sapere a propria volta dove si è.

Ora Google ha mantenuto fede alla sua promessa e ha finalmente rilasciato una versione per iPhone del sito; purtroppo non un’applicazione installabile nel dispositivo ma una triste web app.

Nessuna sorpresa: era infatti stato esplicitato chiaramente anche in passato che non si sarebbe trattato di una applicazione in vendita dall’App Store, ma di una versione speciale del sito adattata al dispositivo.

Purtroppo, seppur ben realizzata, seppur capace di localizzarci sulla mappa instantaneamente con un veloce click, seppur in grado di fornirci un utile elenco degli amici e della loro relativa posizione, questa decisione senza dubbio non consentirà a Google Latitude di avere il successo e l’utilità che avrebbe potuto avere se gli fosse stata costruita un’applicazione apposita, attraverso la quale sarebbe stato possibile tracciare i propri spostamenti anche in background.

Sembra tuttavia che tale scelta sia stata suggerita anche da Apple, che ha preferito che Google non creasse confusione ai suoi utenti rilasciando un’applicazione simile a Maps, che ad alcuni avrebbe potuto sembrare un doppione. E’ forse plausibile, in tal caso, che in un futuro Google Latitude venga integrato in Maps. Speriamo sia così.

Growl sbarca sull’iPhone

Growl è considerata da molti Mac Users un’applicazione indispensabile, la prima che ogni possessore di un nuovo Mac dovrebbe installare.

Grazie al software 3.0, e alla possibilità di utilizzare le notifiche Push, si è tentato di portarla anche sull’iPhone, ed è da questo tentativo che è nato Prowl. In vendita a 2,39 euro sull’App Store, permette di ricevere sull’home screen del dispositivo tutte i messaggi di Growl che passano sul proprio Mac, quindi l’arrivo di un nuovo messaggio instantaneo o la conclusione del download di un torrent.

L’App Store compie un anno

Fra pochi giorni, il 10 Luglio, l’App Store compirà un anno, cosa che Apple ha ben pensato di ricordare a tutti noi creando una pagina in cui raccogliere le migliori applicazioni, quelle più interessanti e riuscite.

E anche se forse potrà sembrarvi una data poco importante, sicuramente per l’iPhone è stata una tappa decisiva, che ha contribuito enormemente alla sua crescita. Tornando indietro, sembra veramente triste pensare di nuovo a quel periodo in cui si era limitati alle sole web app e non era concessa l’installazione di nessun software di terze parti, sul telefono della mela. Sembra, al contrario, che la successiva scelta di creare l’App Store sia stata decisamente azzeccata e abbia contribuito, da sola, al successo del device, attraverso killer apps di cui altri dispositivi non potevano vantare.

Facebook 3.0 per iPhone è in arrivo

Una nuova versione dell’attuale client di Facebook per iPhone è stata sviluppata e sarà disponibile per il download, gratuito, attraverso l’App Store prossimamente, entro pochi giorni. E’ stata Facebook stessa a rivelarlo, lasciandosi scappare anche una lista delle principali novità che caratterizzeranno la versione 3.0 di Facebook per iPhone.

Era da molto che si attendeva un rinnovamento dell’applicazione; soprattutto da quando, a seguito del restyling del sito, questa deficiava di alcune importanti nuove funzioni, come la possibilità di esprimere il proprio gradimento per gli elementi pubblicati dai propri amici. Con Facebook 3.0 tuttavia si avrà:

  • Una nuova schermata principale da cui raggiungere facilmente le diverse sezioni del sito.
  • Possibilità di utilizzare la funzione “mi piace”.
  • Eventi, inclusa la capacità di rispondere confermando la propria partecipazione.
  • Capacità di creare nuovi album fotografici.
  • Possibilità di ingrandire le fotografie.
  • Uno spazio da cui scrivere e leggere le note.
  • Un photo tagging più facile.
  • Possibilità di aggiungere alla schermata principale i profili e le pagine preferite, in modo da raggiungerle velocemente.
  • Delle notifiche più efficaci.

Purtroppo la funzione che tutti più attendevano, ovvero le notifiche Push, non vedrà la luce in questa versione ma nella sua succevvisa, 3.1, il cui rilascio è previsto, almeno così pare per ora, durante l’estate.

[Via Facebook]

Ego: applicazione per controllare la propria popolarità in rete

A molti blogger potrebbe risultare utile tenere sotto controllo le statistiche del proprio sito dall’iPhone. Sempre a molti blogger potrebbe interessare sapere il numero di followers odierni su Twitter, per controllare se la propria popolarità sia aumentata. Ad altri ancora potrebbe far piacere avere una stima di quanti siano gli iscritti al feed di feedburner in data odierna.

Ad adempire a tutti questi compiti ci pensa Ego, un’applicazione in vendita a 1,59 euro dall’App Store pensata per fornire una sintetica panoramica sui dati di quattro fra i servizi web più utilizzati per tracciare la propria popolarità in rete:

  • Feedburner
  • Google Analytics
  • Mint
  • Twitter

Ottima dal lato estetico; comoda, pratica e veloce per quanto concerne il suo compito. Si presenta con un’interfaccia grafica pulita in cui sono inseriti uno o più widget, ciascuno relativo a uno dei servizi web disponibili nell’app. Dopo averli configurati verrà immediatamente mostrato il numero di visitatori o iscritti odierni (a ogni pressione su un widget si passerà alla visualizzazione dei visitatori settimanali, mensili, etc.) al proprio sito, blog o feed.

L’OS del Mac Plus sull’iPhone

Se avessi un iPhone sbloccato, penso l’installerei all’instante. Sto parlando di Mini vMac, ovvero un’applicazione per iPhone e iPod Touch sbloccati che emula in maniera oserei dire praticamente perfetta l’OS di un vecchio Mac+. Il video sopra lo mostra all’opera: un software che forse all’apparenza potrebbe sembrare inutile, ma che tuttavia ci permette di fare un tuffo nel passato della mela. Un software adatto ai Mac Users di vecchia data, nostalgici.

Sarebbe bello se un giorno queste applicazioni venissero accettate da Apple e di conseguenza inserite nell’App Store (anche se la cosa, almeno per ora, pare alquanto ardua).

Google Analytics sbarca sull’iPhone

Era da un po’ che speravo che Google Analytics, il servizio gratuito offerto dalla grande G per gestire le statistiche del proprio sito, venisse portato sull’iPhone attraverso un’applicazione dedicata. Finalmente, seppur non da Google direttamente ma da uno sviluppatore esterno, questo è successo e il software si è rivelato meglio di quanto potessi sperare.

Analytics App promette di fornire tutte le funzioni del normale sito all’interno di un’interfaccia grafica più accomodante e consona al dispositivo. Senza dunque perdere nulla l’applicazione permette di avere una visione d’insieme sui visitatori del proprio sito, uno sguardo avanzato su ogni dato per gli utenti più esigenti, il supporto di account multipli e la gestione di più siti contemporaneamente.

Il tutto ad un costo di 4,99 euro. Nell’App Store esistono alternative, più economiche, come Analytics Pro e MyAnalytics, al software. Tuttavia entrambe sono sicuramente dal punto di vista grafico e funzionale due livelli sotto Analytics App, che invece adempie in modo egregio a ciò per cui è stata creata.