Non è solo una questione di quante cose il tuo telefono può fare, ma quanto bene le fa e quanto utili queste si rivelino — se abbia senso implementarle, a parte per vantare una lunga lista di funzioni. Jennifer Brehm su App.net, tradotta da Lucio Bragagnolo:

Il mio collega ha preso un Nexus 4 settimana scorsa e ha impostato lo sblocco via riconoscimento facciale. Questa mattina si è rasato la (molto corta) barba. L’apparecchio non si sblocca e il Pin non funziona. Adesso deve ripristinare il telefono.

La pubblicità di Samsung andata in onda al Super Bowl è, tocca ammetterlo, ben riuscita: si prende gioco, con un’ironia sottile, delle cause legali con Apple. Più seriamente, dice anche qualcosa su come Samsung Galaxy stia diventando un brand più potente di Android.

Ralf Rottman usava e apprezzava l’iPhone, ma per più volte ha provato a sostituirlo con uno smartphone Android, senza che però i vari modelli testati (spesso di Samsung) finissero col convincerlo. L’ultimo suo tentativo l’ha fatto con il Nexus 4, quello di Google, e purtroppo per Apple questa volta l’esito è stato positivo. Il suo racconto, del perché sia rimasto al Nexus 4 e non sia tornato indietro all’iPhone 5, rivela alcuni vantaggi della piattaforma Android su iOS, alcune limitazioni che alla prima non mancano e che la seconda ha imposto per semplificare l’esperienza d’uso — ma che oggi, a distanza di sette anni dalla sua nascita, finiscono col complicarla.

Putting it into a single line: The latest version of Android outshines the latest version of iOS in almost every single aspect.I find it to be better in terms of the performance, smoothness of the rendering engine, cross-app and OS level integration, innovation across the board, look & feel customizability and variety of the available apps.

Sperando che la stagnazione raggiunta da iOS con iOS 6 — che sostanzialmente ha aggiunto poco alla sua iterazione precedente, ma soprattutto ha deluso diverse aspettative e ignorato problemi ai quali bisogna trovare una soluzione — non prosegua con iOS 7.

(Dovessi migrare da una piattaforma all’altra probabilmente le applicazioni di terze parti, la cura nei dettagli che gli sviluppatori di iOS ripongono nello svilupparle, rappresenterebbero la cosa che più mi mancherebbe di iOS.)

BlueStacks, software che permette di far girare su computer applicazioni pensate per Android, è arrivato su Mac. Fantastico! Purtroppo uno però, nell’usufruire delle 750.000 meraviglie disponibili per quell’OS, deve mettere in conto dei problemi. Non tanto per l’uso del mouse invece del multi touch, ma ben sapendo che i laptop, e desktop, Apple hanno uno schermo più piccolo dello smartphone medio Android.

TWB interrompe le pubblicazioni del suo magazine mensile su Android, non tanto perché svilupparlo si è rivelato complesso (vedi il caso della BBC) quanto perché la fatica impiegata non viene ripagata in termini di popolarità:

Sfortunatamente abbiamo scoperto che gli utenti Android non sono molto attivi nello scaricare e leggere riviste su tablet. O magari semplicemente non apprezzano la nostra rivista. Ma per dare delle statistiche: per ogni utente Android che ha scaricato un numero abbiamo 80 download su iOS.

La BBC spiega perché iPlayer, la sua applicazione per dispositivi mobili, è arrivata prima su iOS che su Android – e su quest’ultimo offre meno feature. Daniel Danker (il responsabile di iPlayer) elenca tutte le difficoltà che hanno incontrato nello sviluppare per Android: dal problema dei dispositivi vecchi (che non vengono aggiornati e continuano ad essere i più diffusi) a quello della frammentazione:

If you look at the amount of energy we spend on Apple, it pales in comparison to what we spend on Android […]  Believe it or not, we started work on the iPlayer radio app for Android on the same day as the one for the iPhone, but we’re still resolving a number of issues.

Samsung è passata in meno di due anni dal rappresentare un 3% nel mercato degli smartphone a venderne 50 milioni di unità per trimestre, il 54% del mercato. I profitti, il 40% dell’industria, sono superiori a quelli di Google a cui però deve tutto il successo: l’ascesa di Samsung coincide con il momento in cui l’azienda ha deciso di adottare Android.

I dati vengono da Asymco, che li integra anche con diversi grafici.

CNN si è inventata un (improbabile) trattato di pace fra la fazione Android e quella Apple, a sottolineare che c’è chi si è stancato di tutti noi:

ARTICOLO 2

I fanboy Apple non elencheranno quante applicazioni sono disponibili per iOS (più di 700,000) su ogni forum mentre i fanboy Samsung limiteranno le discussioni sulle schede SD, sulla possibilità di sostituire la batteria, sulle dimensioni dello schermo, sulla tecnologica NFC o su quanto le notifiche su Android siano migliori di quelle di Apple, anche dopo che il Notificiation Center è arrivato su iOS e OS X.

ARTICOLO 3

Entrambe le parti arrivano a riconoscere che i Widget, spesso reclamizzati dai fanboy Samsung, sono effettivamente piuttosto stupidi, ma allo stesso modo lo è Podcast.app, che è assolutamente il peggio. I fanboy Apple riconoscono che i Wallpaper animati sarebbero una feature carina da avere mentre i fanboy Samsung ammettono che a notte fonda a volte si sono svegliati all’improvviso, urlando, per l’incubo della frammentazione e degli aggiornamenti software sulla piattaforma Android.

Il trattato si conclude con la proposta di unire le forze e dedicare le derisioni a chi più le merita: RIM. Io comunque mica lo firmo.

La recensione di Fraser Speirs del Nexus 7 è ottima. Si pone le giuste domande (a cosa serve un oggetto da 7 pollici?) e prova a darsi delle risposte (per leggere — ma nel caso del Nexus 7 lo schermo non è granché e la lettura ne resta molto compromessa).

Nei sette giorni d’utilizzo rileva la mancanza di applicazioni studiate appositamente per questo tipo di schermo: sembrano tutte applicazioni per iPhone (non iPad!), ingrandite. La tastiera è pessima e l’oggetto è difficile da utilizzare per altro se non per il consumo. Il punto di forza del Nexus 7 non risiede tanto nelle sue dimensioni — dice Fraiser — quanto nel prezzo: rinunci a funzioni degli smartphone (camera, rete cellulare) e allo schermo dei tablet (dimensioni dello schermo, capienza) per abbassare il costo a 200 dollari.

In generale l’esperienza d’uso gli sembra molto più simile a quella di un iPhone che di un iPad:

Ho trovato il Nexus 7 uno strano mix. Un device orientato alla portabilità che non ha una connessione alla rete cellulare. Un device che funziona bene per guardare video ma ha una memoria interna ridotta. Un device che sembra buono per leggere, ma non fa un buon rendering del testo. Non è portatile come uno smartphone e neppure lontanamente potente come un iPad.

Samsung è stata costretta a rilasciare un insieme di documenti che mostrano la somiglianza fra i suoi prodotti e quelli di Apple. Gli esempi contenuti nei documenti includono commenti di dipendenti Samsung che discutono sulle analogie con i prodotti Apple e un rapporto che Samsung ricevette da Best Buy, sul fatto che i tablet Samsung stessero venendo portati indietro dai clienti perché originalmente credevano di stare acquistando un iPad.

Una cosa che, siccome sono una persona orribile e frivola, segnalo solo per il nostro divertimento. In aggiunta, Google avvertì Samsung dicendole che il suo Galaxy Tab somigliava troppo all’iPad.

(stiamo parlando di questo tablet)

La videorecensione di The Verge, la più approfondita che ho avuto modo di vedere.

Google’s Nexus 7 isn’t just an excellent tablet for $200. It’s an excellent tablet, period.

Nexus 7

Un valido concorrente del Kindle Fire (categoria di device che, però, non sta affatto vendendo bene). Il prezzo è lo stesso, l’hardware praticamente identico, lo scopo simile: due tablet per il consumo di contenuti multimediali. Mentre Apple vende l’iPad come sostituto del PC, Amazon e Google presentano i loro tablet come strumenti con cui consumare musica, film, libri e media.

L’unica mia perplessità riguarda il costo, abbassato al punto da lasciare un margine di guadagno pari a zero per Google. Conveniente per l’utente, pessimo per un’azienda.

The Verge li ha messi a confronto. C’è S-Voice, quello di Samsung, che si inventa le richieste da una parte, dall’altra c’è Siri, che ha assurdi limiti quali l’impossibilità di visualizzare le indicazione stradali al di fuori degli USA.

Diciamo che per ora fate prima a muovere i polpastrelli, che abbiate il primo o il secondo.

(via melamorsicata)

Una delle principali gioie dell’essere uno sviluppatore Android è che non avrai idea di chi finirà con l’usare la tua applicazione.

La conclusione di una ricerca condotta da OpenSignalMaps su 681,900 telefoni Android (3.997 distinti) che in comune hanno solamente un nome. Samsung da sola — e questo secondo me è il dato più allarmante, come una singola azienda possa generare tanta confusione — ne produce 270,144.

(‘Le tante e diverse manifestazioni di Android‘)