pointerTormentati dai dati

Maciej Cegłowski ha recentemente tenuto due talk interessanti su privacy e Internet — su come le piattaforme che utilizziamo dispongono dei dati che gli regaliamo. Uno è ‘What happens next will amaze you‘, l’altro è Haunted by data (disponibile in video).

Invece di leggi stupide come quella dei cookie — che nulla fa né per proteggere la privacy delle persone, né per informare e consapevolizzare — Maciej propone dei diritti dell’utente sui propri dati:

There are a few guiding principles we should follow in any attempt at regulating the Internet.

The goal of our laws should be to reduce the number of irrevocable decisions we make, and enforce the same kind of natural forgetfulness that we enjoy offline. […]

Laws should apply to how data is stored, not how it’s collected. There are a thousand and one ways to collect data, but ultimately you either store it or you don’t. Regulating the database makes laws much harder to circumvent.

Leggi che regolino come i dati vengono e possono essere immagazzinati, invece di occuparsi di come questi vengono raccolti. Maciej propone:

  • Il diritto al download dei dati che si sono forniti alla piattaforma, in un formato elettronico usabile.
  • Il diritto a cancellare il proprio account e qualsiasi dato ad esso associato, in qualsiasi momento.
  • Limiti sulla raccolta di dati “in background”. Tutti quei dati non esplicitamente condivisi dall’utente ma raccolti in background — come: IP, posizione, ricerche recenti, pagine cliccate, etc. — dovrebbero essere conservati per un periodo limitato di tempo.
  • Il diritto di andare offline. Ogni device che si connette a Internet (anche una lampadina WiFi) dovrebbe poter andare offline.
  • Blocco dell’ad-tracking di terze parti. I siti dovrebbero poter fornire pubblicità solo sulla base di due principi: il contenuto della pagina stessa, e dati che il sito in questione — non un network terzo — ha sul visitatore.