pointerApple elimina Fitbit dagli Apple Store. Giustamente.

Apple ha rimosso tutti i prodotti di Fitbit dagli Apple Store, perché questa non ha implementato HealthKit. Una bellissima notizia. Cosa? Sì, proprio così: una notizia magnifica che spero abbia un impatto significativo sui profitti di Fitbit.

Fitbit è un’azienda che vende activity tracker a caro prezzo e, nonostante questo, cerca di costruire un business attorno alla vendita dei dati dei propri utenti, utenti paganti che meriterebbero di essere trattati come tali. In aggiunta, come presa in giro finale, se possedete un device Fitbit avete accesso a un servizio di “insights” limitato: per un’analisi decente, dettagliata e utile dei dati che avete raccolto con esso — e che vi appartengono — dovete sottoscrivere un abbonamento annuale a un servizio premium. Ridicolo.

La maggior parte dei concorrenti di Fitbit, Jawbone, fanno del loro meglio per rendere utili i device che producono aggiungendo valore ad essi attraverso un’analisi dei dati raccolti: senza quest’ultima, il loro prodotto è privo di valore. Come ho più volte sottolineato, un activity tracker non è particolarmente intelligente: è più il lavoro di analisi, integrazione e contestualizzazione dei dati che sta dietro che lo rende tale. Fitbit vi costringe a pagare 50 euro l’anno per questo servizio fondamentale. Altrimenti vi ritrovate, sostanzialmente, con un contapassi.

L’integrazione con HealthKit è importante perché dimostra come al produttore non interessi possedere i dati, quanto piuttosto che l’utente derivi un valore dai dati raccolti — e possa scegliere a chi affidarli, e con quali servizi analizzarli. Se Fitbit ha deciso di non sfruttare le API di HealthKit, è perché non è interessata ai propri utenti, al contrario: è interessata a tenersi i dati che sono stati raccolti con i suoi costosi tracker, anche se ciò va discapito dell’utilità che se ne trae da essi.