pointerApple Pay e l’Europa

Come Passbook, Siri (tuttora estremamente limitata in lingua italiana) e molti altri servizi che Apple ha lanciato negli ultimi anni, Apple Pay sembra essere stato pensato per gli Stati Uniti prima, e per il resto del mondo dopo. Non sappiamo quando e se arriverà in Europa, anzi: potrebbe benissimo succedere che chi acquista un iPhone 6 oggi non riesca a sfruttarne il chip NFC per mesi e mesi, e magari neppure prima dell’arrivo di un nuovo iPhone 6S.

Macworld inoltre ipotizza che i vantaggi, per gli utenti europei, siano relativi. L’uso delle carte di credito è differente, e spesso ne possediamo una sola (non decine, come mostra il video di lancio di Apple Pay):

On its website, Apple touts that fact that Apple Pay will save you time, by not forcing you to search for your wallet and then find the right card. These concerns, too, are specific to the United States. On average, Europeans carry only 1.46 payment cards (more than two thirds of which are debit cards). In the US, people have more than twice as many cards; 14% of Americans had more than ten cards in 2007. Credit cards are much less common in Europe (though adoption rates vary by country), and most people only have payment cards with their banks.

A riguardo: ho fatto un esperimento applicando un chip NFC al mio Pebble. Pagare per la metropolitana, i bus e quegli acquisti impulsivi e minori che facciamo senza riflettere risulta davvero semplice e immediato con un orologio. Lo stesso vale con uno smartphone: credo l’NFC possa rivelarsi utile anche per l’utenza europea — anche se possiede meno carte di credito, e ne fa un uso più moderato. Il grosso punto interrogativo di Apple Pay è quando?

Sono stato in grado di sfruttare l’NFC grazie al fatto che mi trovo a Londra: non credo avrei potuto fare lo stesso in Italia, o in una qualsiasi altra città inglese. Come Passbook, Apple Pay rischia di rimanere una tecnologia utile e bella in teoria, ma in pratica adottata da nessuno.