Le cose in cui Apple sbaglia

Quali sono i campi in cui Apple fallisce? Quei settori in cui fino ad ora si è mostrata decisamente scarsa, lasciando ampio spazio ad un’eventuale azienda concorrente che volesse, puntando su di essi, provare a competere con essa. Secondo Jason Kottke – che ha recentemente discusso della questione in un post, “How to beat Apple” – sono tre.

I primi due riguardano il web, nello specifico i social network e i servizi web. Apple non è capace – o se non altro sino ad ora non ha dimostrato di essere in grado – di creare un social network che si possa definire tale: né Ping né Game Center – e credo possiamo tutti convenire su questa cosa – sono particolarmente riusciti. Sono troppo chiusi per essere considerati dei social network a tutti gli effetti e entrambi condividono il medesimo difetto: sono legati ad un software, non utilizzabili da un browser ma solo all’interno di una specifica applicazione. Tutte le caratteristiche che tanto piacciono dei social network, condivisione e amicizie facili, qui sono assenti. Manca l’apertura e un’interazione con il resto del web.

MobileMe – l’altro tentativo dell’azienda di fare qualcosa in rete – può essere considerato un fallimento su tutti i fronti. Lanciato da oramai dieci anni, quando il nome era iTools, non è mai riuscito a decollare tant’è che in un’intervista recente un impiegato di un Apple Store aveva dichiarato che “non si riesce a venderlo: è veramente difficile che qualcuno lo compri”. Eppure almeno concettualmente non era male: iDisk poteva essere un servizio di grande impatto, come dimostra il successo di Dropbox. Probabilmente il prezzo – decisamente troppo alto per quello che offre – è stato ciò che più ha contribuito ad eclissarlo.

Il terzo, ed ultimo, punto debole dell’azienda sarebbe iTunes. Che iTunes sia passato dall’essere uno dei software più apprezzati a uno di quelli con la peggior reputazione è un dato di fatto: Apple ha spinto troppo su iTunes col risultato di averlo incasinato. Gli ha chiesto di fare troppe cose, così che:

  • L’ha snaturato: doveva essere un player di musica e ora si ritrova a gestire non solo la nostra libreria multimediale ma anche gli ebooks, le applicazioni e tutto quanto ruota intorno agli iPhone e iPad.
  • L’ha appesantito: riprodurre una canzone su iTunes non è più un’azione piacevole da tempo.
  • L’ha complicato: i nuovi possessori di iPad e iPhone si sentono spiazzati di fronte alle tantissime e mal organizzate opzioni che il software presenta.

iTunes dovrebbe limitarsi a fare quello per cui è stato creato: gestire la nostra musica. Magari anche i nostri film, serie e programmi televisivi ma oltre a questo basta. Per la gestione degli iPhone – sincronizzazione, installazione applicazioni, aggiornamenti – dovrebbe esserci un software a parte.

Leggendo i tre “difetti” – e di ciascuno di essi avevamo discusso o se non altro accennato – ho notato che almeno per quanto concerne i primi due un’azienda come Amazon, ovvero quella che secondo noi dovrebbe fare un Tablet, sarebbe perfetta e potrebbe senza troppi intoppi, grazie a Cloud Drive e Amazon S3, puntare su di essi: la cloud – almeno per ora – sembra essere una cosa più alla portata di Amazon che di Apple.

Francesco d'Elia (May 4, 2011)

Sono d’accordo su tutta la linea ed in particolare su MobileMe e iTunes.. MobileMe costa troppo in confronto a servizi analoghi e non lascia troppa libertà visto che le sue funzioni principali supportano delle applicazioni Apple come Mail e iCal che io non uso e che non quanti usino.. iDisk l’ho testato ed è stato un disastro con blocchi continui e necessità di riavvio.. Condivido il punto di vista su iTunes che è davvero troppo complicato e sovraccarico di funzioni tanto è vero che viene aggiornato spessissimo e se lo si vuole padroneggiare bisogna perderci molto tempo mentre potrebbe essere molto più intuitivo e con meno fronzoli.. Personalmente quando sono proprio costretto ad aprire iTunes lo faccio malvolentieri..